Avvertite la Prestigiacomo: “Il carbone pulito non esiste”

carboneChi glielo spiega a Stefania Prestigiacomo che il carbone pulito non esiste? Non vorrei avere questo ingrato compito, ma quando sento lei, Scaroni (Eni) e Fulvio Conti (Enel) che ci raccontano come questo sia l’ambientalismo del fare all’italiana mi scappa veramente la pazienza.

Ma si sono mai chiesti questi soggetti perché le soluzioni italiane - per il nucleare vale lo stesso discorso - vanno sempre contro la tendenza generale in atto nei paesi più sviluppati? Ci sarà un qualche motivo?

Comunque per chi avesse voglia di ascoltarmi, ecco un po’ di spiegazioni valide per capire se l’idea di catturare le emissioni di CO2 dalle centrali a carbone e sequestrarle poi sotto terra sia poi veramente così conveniente come ci vuole far credere questo “trio all’italiana”.

Innanzitutto per catturare e seppellire l’anidride carbonica serve il 30% di energia in più. Di conseguenza aumentano anche i costi del 30% e naturalmente le emissioni in atmosfera, ma questo non viene mai detto.

Già, perché immagino che succederà come negli Stati Uniti dove il governo ha foraggiato progetti simili a quello italiano con 5,2 miliardi di dollari, servendosi di contributi presi dalle tasse dei consumatori.

Tutto questo senza ottenere un risultato degno di nota: dei tredici progetti esaminati nessuno finora ha dimostrato di essere fattibile o comunque realizzabile sul breve termine.

Inoltre secondo uno studio realizzato dall’australiana ACIL Talisman la tecnologia CCS (carbon capture and sequestration) non diventerà realtà prima del 2020 mentre il World Business Council on Sustainable Development sostiene che non potrà essere commercializzata prima di 20 anni.

Lo dimostra il fatto che non esistono esempi di impianti su scala commerciale. Pensate che quello di FutureGen, in Illinois, che doveva essere l’apripista del settore, è stato mollato dal governo federale, a causa dei costi che continuavano a crescere.

Infine il prezzo pagato in vite umane per l’estrazione del carbone: 30 morti l’anno negli Stati Uniti e addirittura 8 mila in Cina. Non solo, le miniere di carbone causano inquinamento delle acque e riduzione della qualità dell’acqua potabile nelle zone circostanti.

Concludo con una banalità: ma di fronte a tutti questi rischi, questi costi ulteriori (per l’uomo e per l’ambiente) e questa assoluta incertezza circa la fattibilità di questi impianti, ma non sarebbe meglio investire su forme energetiche pulite e già pronte come il solare, l’eolico e il geotermico?

Ah, dimenticavo! C’è anche chi ha proposto una moratoria contro gli impianti a carbone, e non si tratta di un “no global”, ma di James Hansen, direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa. Uno scienziato insomma, e con tutto il rispetto, tra le parole di uno scienziato e quelle del “trio all’italiana” scelgo sicuramente il primo.

Leggi 5 Dirty Aspects of “Clean” Coal

E la Prestigiacomo lancia la sepoltura della CO2

Una moratoria per le centrali a carbone

Tags: , ,


2 commenti a “Avvertite la Prestigiacomo: “Il carbone pulito non esiste””

VerdeNero » Blog Archive » Greenpeace contro il carbone “sporco” di Enel Dice:

[...] diffidare di Enel quando insieme a Eni e alla Prestigiacomo parla di carbone pulito. Il carbone pulito non esiste, tanto meno quello di cui disponiamo oggi in [...]

marzia Dice:

il carbone pulito è una bugia ma la lobby del carbone è potente
http://zoescope.wordpress.com/2009/02/23/clean-coal-is-a-dirty-lie/

Lascia un commento