Pacchetto clima, la miope politica dell’Italia
Foto Ecstaticist. “Abbandonare il pacchetto (clima-energia ndr) dell’Unione Europea è irresponsabile e drammatico”. Non lo ha detto un no global o un irriducibile ambientalista, ma il presidente di centrodestra della Francia, Nicholas Sarkozy.
La polemica di Sarkozy è diretta principalmente all’Italia, che già nei giorni scorsi aveva annunciato dura battaglia nei confronti degli obiettivi dell’Unione Europea, che intende ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020, aumentando contestualmente la quota di rinnovabili (20%) e di efficienza energetica (20%).
Non certo un obiettivo ambizioso, visto che proprio ieri il Wwf ha presentato un rapporto in cui afferma che i cambiamenti climatici stanno avvenendo più rapidamente e più violentemente del previsto, chiedendo un target di riduzione delle emissioni di almeno il 30%.
Invece la posizione dell’Italia è di tutt’altra risma. Pochi giorni fa Matteoli, ministro delle Infrastrutture, aveva chiesto addirittura una rinegoziazione del Protocollo di Kyoto mentre ieri, al Consiglio dei ministri dell’ambiente dell’Ue, la Prestigiacomo ha chiesto un tavolo tecnico per verificare le stime dei costi e dei benefici del pacchetto su clima ed energia.
Chissà se la Prestigiacome o Matteoli hanno mai sentito parlare di Nicholas Stern, ex economista capo della Banca Mondiale, che ha avvertito molto tempo fa circa gli effetti recessivi dei cambiamenti climatici? Secondo Stern in caso di inazione, entro il 2050 i cambiamenti climatici faranno scendere il Pil del 5-20%. Questo a fronte di una riduzione attuale del 2% - la cifra proposta da Sir Nicholas. La sua analisi sarebbe utile proprio per comprendere meglio sia i costi che i benefici.
Comunque, dando per scontato che entrambi i ministri non sappiano chi sia Nicholas Stern - anche se forse dovrebbero -, ciò che appare veramente drammatico è la miopia mostrata dall’Italia in questa occasione. Basta leggere i motivi che hanno spinto il nostro Governo a prendere tali decisioni.
Secondo Matteoli “il governo sta difendendo le nostre imprese, abbiamo il dovere, più che il diritto, di batterci per le nostre imprese“. Perché secondo il ministro delle infrastrutture è probabilmente più importante il futuro delle nostre imprese rispetto al futuro del pianeta tutto, come se poi le imprese non facessero parte di questo pianeta che rischia di andare verso il tracollo…
Altrettanto drammatico è constatare le affermazioni della Prestigiacomo che ha detto che sarà cruciale verificare se altri paesi come gli Usa e potenze industriali emergenti accetteranno di assumere impegni forti per la lotta ai cambiamenti climatici. Altrimenti, secondo il ministro, il grande sforzo richiesto all’Europa potrebbe rivelarsi insostenibile e inaccettabile.
A parte il fatto che la ministra sembra, come al solito poco e male informata - tanto per citare l’intervista a Stefano Caserini -, visto che gli Usa del nuovo corso, che sia Obama o McCain, sembrano orientati a entrare negli accordi del Protocollo di Kyoto; ma anche se non fosse, che razza di ragionamento è questo?
Perché alcuni paesi sono fuori dall’accordo allora molliamo tutto e mandiamo il pianeta in malora? Mi sembra molto più condivisibile la posizione del commissario all’Ambiente, Stavros Dimas - anche in questo caso non certo un no global - che ha affermato: ”il piano dimostrerà la leadership europea nel contrasto ai cambiamenti climatici e ci renderà più forti all’interno dei negoziati internazionali”.
In conclusione, l’Italia non guarda al futuro: lo dimostra il fatto che la sua posizione è vicina a quelle dell’Europa dell’Est (Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania) che, con tutto il rispetto, non mi sembra certo la parte più sviluppata dell’Unione.
Clima, l’Italia sfida Bruxelles
Clima, Sarkozy alza toni dello scontro: “Irresponsabile e drammatico dire no”
Pacchetto clima, l’Italia dice no. Intervista a Stefano Caserini
Tags: cambiamenti climatici, effetto serra, pacchetto clima, Protocollo Kyoto





Ottobre 31st, 2008 at 1:12 am
poveretto, seppur paghiamo noi, lo psiconano spesso mi fa pena
Ottobre 31st, 2008 at 1:07 pm
[...] Nel frattempo se volete dare una ripassatina alla storia del pacchetto clima rileggetevi Pacchetto clima, la miope politica dell’Italia e l’intervista a Stefano [...]
Dicembre 11th, 2008 at 1:53 pm
[...] aver osteggiato a lungo l’approvazione del Pacchetto clima dell’Unione Europea, dopo aver fatto i suoi passi per riportare in auge l’energia nucleare, dopo aver [...]
Dicembre 12th, 2008 at 2:52 pm
[...] Solo dalla sua bocca potevano uscire le seguenti parole, parlando dell’approvazione del Pacchetto Clima dell’Ue - a lungo osteggiata dall’Italia: “Assurdo parlare di emissioni quando [...]