Napoli, la differenziata non cresce, le favole sì
Foto di Fatman. Secondo Berlusconi l’emergenza rifiuti sarebbe risolta, mentre secondo altri - vedi Antonio Di Pietro - fuori dal centro di Napoli, le cose non starebbe affatto così.
Ma sono altre le domande che preferisco pormi e si avvicinano di più alle riflessioni dei compenenti del comitato di ChiaiaNoDiscarica.
Come avrebbe fatto Berlusconi a risolvere l’emergenza senza fare praticamente nulla? Perché un conto è liberare dalla spazzatura il centro della città e un altro è “risolvere” l’emergenza rifiuti che attanaglia la Campania da 14 anni. Da questo punto di vista nulla ancora è stato fatto.
La raccolta differenziata non è cresciuta, lo dimostrano i dati dell’Asia, la municipalizzata di Napoli: anzi durante il mese di agosto è scesa ulteriormente. Dai già bassi livelli del mese precedente (13%) si è passati al 12,6%.
Sono partiti sicuramente dei bei progetti, come la differenziata porta a porta nel Rione Sanità e nei Colli Aminei - dove si è raggiunta una quota del 76% di differenziazione - altri stanno partendo, nel quartiere di Ponticelli, a Napoli est, e altri ancora partiranno, a Chiaiano ad esempio, dove il porta a porta sarà avviato a novembre; ma nel complesso la differenziata a Napoli va male. Anzi malissimo.
Gli inceneritori, a partire da quello di Acerra, impiegheranno ancora molto tempo prima di essere attivi mentre le discariche sono ancora tutte da realizzare - vedi Chiaiano, dove le proteste della gente sono tuttora in corso.
Giustamente quelli del comitato di ChiaiaNoDiscarica dicevano che o l’emergenza è pilotata o Berlusconi è un mago.
La risposta la lascio a voi. Comunque con il nuovo endemamento sui Cip6 presentato dalla Prestigiacomo, la possibilità che altre emergenze pilotate o “ad hoc” possano essere create non è poi così lontano.
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