Chiaiano, i motivi di chi dice no alla discarica

ChiaianoSono mesi ormai che assistiamo, a livello mediatico, alla spettacolarizzazione delle proteste che coinvolgono una parte della cittadinanza delle località campane scelte dal governo per realizzare discariche o inceneritori (vedi Pianura e Chiaiano).

Parlo di spettacolarizzazione perché i media insistono soprattutto sull’aspetto della protesta dando un semplice resoconto degli scontri, senza però rendere il senso della mobilitazione.

Ultimamente le proteste si sono riaccese sopratutto a Chiaiano, nel sito in cui sorgerà la discarica, dove il governo ha iniziato una vera e propria militarizzazione del territorio. Ho raggiunto i ragazzi del comitato ChiaiaNoDiscarica per capire i motivi della loro protesta e ne è uscita l’intervista che segue.

Perché la gente di Chiaiano protesta così accanitamente?

Protestare è un diritto, anzi in molti casi è un dovere. La discarica di Chiaiano dista 1,2 Km dal parco del Poggio Vallesana, un insediamento abitativo di più di 2000 abitanti. Inoltre, la discarica dista mediamente 2,0 Km dagli ospedali della zona ospedaliera napoletana, nella fattispecie l’ospedale Monaldi è situato a soli 1,6 Km dalla cava.

La megadiscarica di 700 mila tonnellate ospiterà anche rifiuti pericolosi (lo stabilisce il decreto 90/08 converito in legge 123) come ceneri pericolose. E’ ragionevole pensare che la futura discarica sarà usata per stoccare le ceneri prodotte dai cinque inceneritori previsti dallo stesso decreto. Altrimenti dove andranno queste ceneri? Molti studi scientifici hanno evidenziato come la percentuale di ammalati di tumore sia più alta in prossimità delle zone dove sono presenti delle discariche. Ecco perchè la gente protesta, vuole solo difendere la propria salute, che dovrebbe essere tutelata dalla Repubblica Italiana (art. 32 della costituzione).

La discarica di Chiaiano comporta inoltra altri problemi inerenti la viabilità e all’inquinamento della falda acquifera sottostante la cava. Quella di Chiaiano è stata davvero un’ottima scelta.
Per maggiori informazioni, vi invito comunque a leggere la documentazione e i post presenti sul sito chiaianodiscarica.it

Oggi Bertolaso ha dichiarato: “A protestare contro la discarica di Chiaiano sono gli stessi che mi hanno impedito di lavorare durante il governo Prodi e che oggi devono comunque trovare il modo di far vedere che esistono ancora visto che sono stati mandati a casa dagli italiani alle ultime elezioni”. Le cose stanno realmente così o Bertolaso fa solamente politica dicendo questo?

Le cose non stanno così, è ovvio. L’opposizione ombra o meglio dire quell’ombra di opposizione che abbiamo in parlamento non ha mai preso in seria considerazione Chiaiano. Il dl 90/08 a mio avviso provoca più danni del Lodo Alfano o di qualsiasi altra legge ad personam di stampo berlusconiano.

Il suddetto decreto oltre a mettere in serio rischio la salute dei cittadini apre una veria e propria emergenza democratica. La militarizzazione dei siti candidati allo smaltimento di rifiuti è un vero schiaffo alla democrazia italiana, la quale già non se la passava molto bene.
La cava di Chiaiano è presidiata dall’esercito, sembra di essere a Kabul, la polizia, invece, sorveglia notte e giorno una strada di accesso alla stessa cava, uno stato di polizia.
Bisogna stare attenti, se passano a Chiaiano abbiamo perso tutti un pezzo consistente della nostra libertà. In un altro paese tutto ciò non sarebbe stato concesso, vedi la Francia.

So che ci sono stati scontri con le forze dell’ordine a partire da sabato 27 settembre. Mi puoi fare un resoconto della situazione. Sul vostro sito leggo che si tratta di dimostrazioni pacifiche. Come si finisce poi in scontri anche cruenti?

Sabato ci sono stati degli scontri, fortunatamente nessun ferito grave. Come si vede dai nostri video è la polizia ad attaccare per prima i manifestanti, poi dopo scoppia il finimondo. In una situazione del genere basta poco per degenerare. Ho notato che tv e giornali prestano molta attenzione a queste vicende, soprattutto utilizzano la logica “chi inizia per primo ha torto”, dimenticando sistematicamente di raccontare le ragioni della protesta. Si presenta l’effetto celando la causa.

Antonio Di Pietro continua a denunciare che l’emergenza rifiuti, fuori dal centro di Napoli, non è affatto terminata mentre Berlusconi sostiene il contrario. Dove risiede la verità?

Berlusconi è l’antitesi della verità, questo è ampiamente dimostrato. Sul nostro sito ci sono foto che documentano come in periferia ci siano ancora cumuli di spazzatura. Come avrebbe fatto Berlusconi a risolvere l’emergenza senza fare praticamente nulla? Ci sono due possibilità:
1. L’emergenza è pilotata
2. Berlusconi è un mago
Io opterei più per la prima.

Il governo darà al comune di Napoli 60 milioni di euro a titolo di compensazione per la costruzione di una discarica a Chiaiano e altro denaro per il disagio ambientale causato dall’inceneritore che sarà costruito nella parte orientale della città. Ma visto che il piano del governo è evidentemente sovradimensionato rispetto ai reali bisogni di smaltire immondizia della Campania, non sarebbe meglio investire questi soldi, ad esempio, incentivando realmente la raccolta differenziata invece di affossarla con la reintroduzione dei Cip6?

La raccolta differenziata porta a porta rappresenta l’unica vera spinta virtuosa dell’intero ciclo integrato dei rifiuti. Se venisse abolita l’odiosa tassa sugli R.S.U., istituendo una tariffa sul rifiuto prodotto, questa costituirebbe un ulteriore incentivo per la differenziazione. Troppo spesso,si guarda il rifiuto come materia da accumulare per poi bruciare. A tal proposito, nella seconda metà del mese di giugno di quest’anno, la Camera ha approvato gli incentivi CIP6, un sovrapprezzo sulla bolletta elettrica per finanziare le fonti rinnovabili e assimilabili di energia, per i 4 termovalorizzatori campani individuati dal Dl 90 (recentemente il governo ha approvato un nuovo emendamento che dovrebbe concedere una proroga ai Cip6 per tutte le zone a rischio emergenza rifiuti ndr) Molto probabilmente si realizzerà un quinto inceneritore nella provincia a nord-ovest di Napoli,dove è presente un sito di stoccaggio di ecoballe (ben 3,5 milioni di ecoballe, secondo alcune cifre). Il sito in questione è Taverna del Re.

Le ecoballe campane non sono altro che rifiuto tal quale triturato e non separato nelle componenti riciclabili, così come previsto e indicato dall’UE. In 14 anni di emergenza non solo non si è provveduto a creare un ciclo integrato dei rifiuti, ma si sono accumulate ben 9 milioni di tonnellate di ecoballe sull’intero territorio campano.

A Napoli, l’unico esperimento significativo riguardo la raccolta differenziata porta a porta è stato attuato nel quartiere dei Colli Aminei, dove si sono registrati ottimi risultati.Il quartiere in questione dista pochi chilometri da Chiaiano e dai comuni a nord di Napoli (Marano, Mugnano , Qualiano, solo per citarne alcuni) dove la differenziata stenta a partire, ed in alcuni casi è promossa da iniziative autogestite di cittadini di buona volontà.

Non si capisce perchè il Governo non abbia reso operativo un piano esteso di raccolta differenzia sul territorio campano, ma si sia immediatamente attivato nel promuovere progetti che riguardano grossi e costosi impianti di stoccaggio e di incenerimento di rifiuti (questi ultimi finanziati grazie al CIP6). Secondo alcune fonti, convertire i 7 impianti di CDR campani in Trattamento Meccanico Biologico, costerebbe molto meno che costruire la sola mega-discarica di Chiaiano. A tal proposito vi rimandiamo a questo link: http://www.chiaianodiscarica.it/?p=227

Il TMB (trattamento meccanico biologico) consiste nel trattamento a freddo dei rifiuti, che, diversamente dal processo di incenerimento, non produce ceneri e fanghi pericolosi. E’ evidente che scelte eco-compatibili, meno costose e realizzabili in tempi brevi, non costituiscono le priorità dell’attuale Governo.

Per quanto concerne le cosiddette compensazioni ambientali, queste prevedono soprattutto la costruzione di strade o infrastrutture che agevolano il transito degli autocompattatori verso i siti di stoccaggio e di incenerimento. Più che compensazioni si dovrebbe parlare di contentini che il Governo ha promesso agli enti locali. Perchè non si attuano invece seri interventi di bonifica su territori martoriati da discariche illegali? Perchè non si contrastano adeguatamente le attività dei delinquenti che sversano e bruciano rifiuti pericolosi nella periferia di Napoli e nella provincia a nord della città? Che prezzo ha la salute dell’uomo? I cittadini perbene aspettano, ormai da troppo tempo, delle risposte.

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Un commento a “Chiaiano, i motivi di chi dice no alla discarica”

VerdeNero » Blog Archive » Napoli, la differenziata non cresce, le favole sì Dice:

[...] Ma sono altre le domande che preferisco pormi e si avvicinano di più alle riflessioni dei compenenti del comitato di ChiaiaNoDiscarica. [...]

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