“Nuvole e sciacquoni”, intervista a Giulio Conte

acqua rubinettoE’ uscito in libreria il 9 settembre “Nuvole e sciacquoni”, il libro di Giulio Conte edito da Edizioni Ambiente.

Un testo veramente indispensabile per comprendere le problematiche legate all’uso domestico e civile dell’acqua. Una vera e propria guida all’utilizzo sostenibile delle risorse idriche con le soluzioni più semplici e innovative per il suo risparmio nelle abitazioni e in città.

Come vi avevo promesso ho realizzato un’intervista con l’autore che qui di seguito vi propongo. Buona lettura.

“Nuvole e sciacquoni” intende affrontare il problema acqua dal punto di vista domestico e quotidiano. Ma quanto i nostri comportamenti scorretti influiscono sullo spreco globale di acqua, anche in rapporto, ad esempio, alle perdite degli acquedotti o ai consumi per uso agricolo e industriale?

I nostri comportamenti pesano molto sui consumi finali: al netto delle perdite un italiano consuma in media 200 litri d’acqua al giorno, mentre un tedesco meno di 140. Con le perdite noi non c’entriamo (dipendono dal gestore) mentre per l’uso agricolo e industriale possiamo agire attraverso scelte di consumo: ad esempio mangiare meno carne. Per fare una bistecca servono più di 5000 litri d’acqua mentre per un piatto di pasta ne basta meno di un decimo.

Considerando che noi italiani siamo tra i più spreconi al mondo cosa possiamo fare concretamente per risparmiare acqua o almeno per utilizzarla in modo corretto?

Possiamo fare cose semplicissime (come chiudere il rubinetto quando laviamo i denti, lavare l’insalata in un bacile e riusarla per innaffiare o scaricare il WC o riusare l’acqua della pasta per lavare i piatti), un po’ meno semplici (tipo installare un frangigetto per rubinetti e docce, adattare lo sciacquone a doppio scarico - ora ci sono sistemi adattabili a qualsiasi sciacquone) o complesse, come raccogliere le acque di pioggia o depurare e recuperare le acque “grigie” (quelle provenienti da docce e lavabi) per riusarle.

Utilizzando i riduttori di flusso o recuperando l’acqua piovana in percentuale quanta acqua possiamo risparmiare?

Alla fine del capitolo 3 di “Nuvole e Sciacquoni” ci sono alcuni esempi di quanto si arriva a risparmiare. Le soluzioni più semplici permettono un risparmio del 10%, che con i migliori frangigetto e docce a basso consumo può arrivare al 15-20%, scegliendo anche elettrodomestici efficienti (ancora poco diffusi in Italia) si arriva al 30%; con la raccolta della pioggia si può risparmiare più del 50% (non sempre, dipende dalle dimensioni della cisterna di accumulo). Riutilizzando le acque grigie si arriva a consumare 60 litri di acqua potabile al giorno, con un risparmio del 70%.

Nel suo libro viene preso in considerazione lo stato delle cose nei vari comuni italiani. Ci può fare un quadro approssimativo della situazione?

Nel libro ci sono molti dati sia sulla situazione italiana che su quella internazionale, ma non c’è un quadro di dettaglio degli oltre 8000 Comuni Italiani. Ciò che possiamo dire è che mediamente il consumo è più elevato rispetto al resto d’Europa. Ci sono alcuni Comuni, specie al Sud, dove i consumi sono più bassi, ma questo non è perché siano più virtuosi, ma perché le limitazioni nella fornitura costringono a ridurre l’uso. L’unica Regione che ha avviato politiche di risparmio è l’Emilia-Romagna, dove i consumi hanno effettivamente cominciato a ridursi (sono tra i 150 e i 170 litri per abitante al giorno).

Non le sembra paradossale che per porre rimedio ai problemi di oggi dobbiamo andare a recuperare soluzioni del passato come la raccolta delle acqua piovane? Come siamo arrivati a questo stato di cose? Con paesi come il nostro che sprecano risorse preziose e altri che non vi hanno nemmeno accesso?

E’ dai tempi dei romani che le politiche idriche in italia (ma non solo) sono esclusivamente politiche sul fronte dell’offerta”(come avere più acqua) mentre non esistono politiche di gestione della domanda (Quanta acqua veramente ci serve? Come limitarne il consumo?). La situazione in cui siamo è la ovvia conseguenza di una tale politica: in alcuni paesi le cose hanno cominciato a cambiare, in Italia ancora no. Ma, attenzione, cambiare non sarà indolore, sarà necessario pagare l’acqua molto di più di quanto la si paga ora!

Parlando di “oro blu” il riferimento all’altro oro, quello nero, è evidente. Visto che si parla spesso del ruolo del petrolio nello scatenare conflitti globali, crede che per l’acqua accadrà la stessa cosa?

Francamente non sono in grado di fare previsioni. Certamente i rischi sono forti. Un esempio per tutti: da anni ormai la città di Amman in Giordania si alimenta con acqua fossile, non rinnovabile, i consumi pro-capite sono già ridotti, ma in un simile contesto andrebbero spinti a livelli estremi (ricorrendo anche ai sistemi di toilet “a secco” di cui parlo nel libro come soluzioni per le situazioni veramente critiche). Non ci sono le risorse economiche e la forza politica per spingere ulteriormente le politiche di risparmio. A questi ritmi in 20-30 anni la falda sarà esaurita. Cosa avverrà allora?

Foto di ToxWiller via Flickr

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Un commento a ““Nuvole e sciacquoni”, intervista a Giulio Conte”

paolo Dice:

Il libro di Conte l’ho trovato saggio e rivoluzionario allo stesso tempo.Per quelli che come me che fanno gli idraulici ,mi sembra una lettura obbligatoria.Promuovere una cultura dell’uso dell’acqua più etico e sostenibile è doveroso.La direzione è senza dubbio giusta,e per quello che mi compete nel mio giornaliero e nella scuola in cui collaboro,dove insegno ai giovani il mestiere del termoidraulico,sarà un riferimento. grazie.

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