Sprechiamo il 50% del cibo che produciamo

wasted foodIntanto ciao, perché sono ben tre settimane che questo blog, causa vacanze estive, era fermo. Vi dò il bentornato con una notizia veramente inquietante che è emersa dal World Water Week che si è tenuto la settimana scorsa a Stoccolma.

Secondo un rapporto pubblicato dallo Stockholm International Water Institute, dallo UN Food and Agriculture Organization e dall’International Water Management Institute, il 50% del cibo che produciamo viene sprecato, in poche parole diventa rifiuto.

Quindi, secondo i ricercatori, quella che abbiamo di fronte, non è una crisi alimentare, bensì una crisi legata allo spreco.

E sprecare cibo significa di conseguenza sprecare anche grandi quantità di acqua, una risorsa preziosa “incamerata” nei cicli di produzione.

Pensate che nei soli Stati Uniti, l’anno scorso, sono stati dilapidati 40 mila miliardi di litri di acqua, una quantità sufficiente a produrre il 30% del cibo del Paese ed equivalenti al fabbisogno idrico di 500 milioni di famiglie. Quasi un terzo del pianeta, tanto per capirci.

La differenza tra Paesi poveri e Paesi ricchi sta nelle fasi dove si concentra lo spreco. Mentre nei primi questo avviene nella fase di raccolta (15-35%) e nelle fasi di produzione, trasporto e immagazzinamento (15-20%) nei secondi, dove questi sprechi sono enormemente ridotti, lo spreco avviene soprattutto dopo l’acquisto dei prodotti.

Il consiglio dei tre organismi che hanno condotto lo studio è di dimezzare questi sprechi entro il 2025. Come? Innanzitutto, migliorando l’utilizzo dell’acqua, poi riducendo le nostre abitudini “sprecone” e infine ottimizzando la fase produttiva.

Per un approfondimento leggi Half of All Food Produced Worldwide is Wasted

Settimana Mondiale dell’Acqua

Via Treehugger

Foto di Neogene via Flickr

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