Nucleare, chi controlla i controllori?

nucleareAppena 17 giorni dopo l’incidente del 7 luglio, e solo sei giorni dopo quello di Romans-sur-Isere, la centrale francese di Tricastin torna a far paura.

Un centinaio di operai sono stati “leggermente” contaminati da elementi fuorusciti da una tubatura nella reattore numero 4, fermo per manutenzione.

Le contaminazioni di cobalto 58 sono “leggere” ha dichiarato Edf, la società responsabile dell’impianto “40 volte inferiori al limite regolamentare”.

Ma a prescindere dall’entità del danno, voglio soffermarmi su un altro aspetto della questione.

Il ministro per lo sviluppo economico italiano, Claudio Scajola ha commentato così l’incidente: “Si è visto che questi episodi sono tutti sotto il livello minimo di pericolosità. Mi domando se questa enfatizzazione non sia eccessiva“.

E poi ha aggiunto: “Comunque ricordo che il piano nucleare del governo significa grande attenzione alla sicurezza, con un’apposita agenzia, e che useremo centrali di nuova generazione, che sono ancora più efficienti”.

A parte il fatto che le centrali di nuova generazione - i cosiddetti reattori Epr - ancora non esistono e dove li stanno costruendo - Francia e Finlandia - sono tutti da testare, mi voglio concentrare su questa parte della sua frase: “grande attenzione alla sicurezza, con un’apposita agenzia”.

E’ notizia di pochi giorni fa che l’Authority per l’energia, proprio con il pretesto del nucleare, è stata ridotta a una specie di agenzia governativa azzerata negli organi. Voi direte: che c’entra?

Semplice, agendo in questo modo il governo va a minare l’indipendenza che sta alla base del concetto di garante.

In questo caso si parla di prezzi delle bollette - sulle quali ricordo che ancora grava lo smaltimento delle scorie delle nostre vecchie centrali e sulle quali graverà anche lo smaltimento di quelle future ed eventuali - ma se questo è il modus operandi del governo mi chiedo quale sarà l’indipendenza dell’agenzia che garantirà la sicurezza dei nuovi impianti nucleari.

Non vorrei che venisse riproposto il vecchio conflitto d’interesse - pratica cara al governo Berlusconi - per cui colui che dovrebbe essere controllato diventa anche controllore.

Leggi Un’altra fuga dalla centrale di Tricastin

Foto di Adam Holloway via Flickr

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