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	<title>Commenti a: Ddt nel Lago Maggiore, i danni dell&#8217;Eni</title>
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	<description>ecomafie noir mafia libri</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:47:18 +0000</pubDate>
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		<title>Di: trasparency international</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-3848</link>
		<dc:creator>trasparency international</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 10:27:01 +0000</pubDate>
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		<description>Dal  portale  Indymedia:

http://piemonte.indymedia.org/article/11741 

ERG - Priolo: Vincenzo Roppo scrive  a Deloitte. 

Come si  dice in  avvocatese quando  una  società è  nella  bratta fino  al collo  per  crimini  ambientali però  non è  bene  darlo  ad  intendere  ai  revisori  che  te  ne  chiedono conto?


Se vi  girano  i  coglioni perchè siete  moralisti e credete  ancora all’uguaglianza, alla  giustizia e ad  altre  cretinerie  del  genere  siete  pregati di  non  leggete  questa  lettera.  

Dopo  aver  relazionato alla  società  di  revisione  Reconta Ernst &#38;  Young  Spa (il 22  dicembre 2010 sulle potenziali  passività di  Syndial  Gruppo  ENI relativamente  al disastro ambientale del sito industriale di Avenza-MS) ora il Prof. Avv. Vincenzo  Roppo (Studio Legale  Roppo &#38; Canepa)  scrive  alla  società  di  revisione  Deloitte &#38; Touche  - e  per  conoscenza  al  quartier  generale  di  ERG Spa - in  ordine agli scempi  ambientali cagionati a  Priolo  Gargallo (Sicilia) dal Gruppo  di  Riccardo Garrone. 

Scrive  l’esimio  Prof. Avv. Vincenzo Roppo  l’ 8 febbraio 2011:


“Oggetto: Bilancio  al 31  dicembre  2010. Egregi Signori, su  cortese  richiesta  di  Erg  Spa, provvedo  a  comunicarvi  le  seguenti  informazioni. Il  mio  studio  no  segue  controversie  giudiziali di  cui  sia  parte  ERG Spa  o  altra  società  del  gruppo,  né  sono  a  conoscenza  di  controversie di  imminente  inizio nei  confronti  di  tali  soggetti. Nel  corso  dell’anno  2009,  tuttavia, ho  reso  due  pareri in  favore  di  Erg  Raffinerie  Mediterranee Spa  (“ErgMed”) in  merito  a  problematiche  giuridiche concernenti  il  sito  industriale di  Priolo  Gargallo oggi  di  proprietà  di  ISAB Srl  (controllata al  51% da  ERGMed).   Il  primo  dei  predetti  pareri (reso  in  data  25  marzo 2009) ha  riguardato  le  possibili  responsabilità di  ERGMed -  in  allora  proprietaria del  sito - per  la  bonifica  dello  stesso ed  il  risarcimento dell’inerente  danno ambientale, essendo  il  medesimo  caratterizzato  da  criticità ambientali, che  hanno  tra  l’altro  dato  corso a un complesso contenzioso  amministrativo. Il secondo  parere (reso  in  data  11  dicembre  2009) invece, ha  riguardato  i  rapporti  tra ERGMed  e  Lukoil Europe  Holding BV (azionista  di  minoranza  di  ISAB),  ENI (che  ha  incorporato  Agip Petroli,  dante  causa  di ERG Raffinerie  Mediterranee nella  proprietà  del  sito poi  trasferito  a  ISAB) e  il  Ministero dell’Ambiente con  riferimento  alla  ripartizione della  responsabilità  ambientale per  l’inquinamento  del  sito. ERGMed  e  ISAB  infatti, potrebbero  essere  chiamate  a  rispondere in  parte  e  se  del  caso  solidalmente nei  confronti  del  Ministero  dell’Ambiente degli  oneri  di  bonifica e  del  risarcimento  dei  danni ambientali  dipendenti dall’inquinamento  del  sito. Inoltre,  le  passività  eventualmente  sostenute a  questo  riguardo  chiamerebbero  in  gioco sia  le  dichiarazioni e  garanzie  rese da  Agip  Petroli a  ERGMed al  momento  dell’acquisto  del  sito, sia  le  dichiarazioni e  garanzie  rese  da  ERGMed  a  Lukoil Europe  Holding  in  relazione  al  trasferimento a  quest’ultima  di  una  quota di  capitale  di  ISAB. Nel secondo parere,  pertanto, l’interazione  di  tutti  questi  profili  è  stata oggetto  di  valutazione,  muovendo  anche  da  un’ipotesi di  accordo  transattivo  che  il  Ministero  dell’Ambiente aveva  ventilato. Infine,  nel  corso  dell’anno  2010,  mi  è  stato  chiesto  di  comunicare  a  ERGMed una  quotazione  di  compenso con  riferimento  all’attività di  assistenza  che  avrebbe  potuto essermi richiesta  in relazione  alla eventuale negoziazione di  una  possibile  soluzione conciliativa con  tutti  i soggetti  coinvolti nella  vicenda; quotazione  che  ho  comunicato senza  che vi  sia  però stato  sino  ad  oggi  un  seguito. In  ogni  caso  maggiori  informazioni su  tutto  quanto  sopra possono  ovviamente  essere  rinvenute tramite  la  lettura  dei  pareri che  ho  citato, mentre  la  natura  pareristica  dell’attività da  me  svolta e  il  limitato  numero di  informazioni che  ho  conseguentemente  esaminato,  non mi  consentono di  fornire  indicazioni  circa la  consistenza del  rischio  di  ERGMed di  andare  incontro  ad  effettive  passività in  relazione  alle  problematiche quì  evidenziate  e  tanto  meno  di  ipotizzare una  quantificazione  economica dei  possibili  pregiudizi, considerato  anche  che  la  questione si  pone nell’ambito  di  un  quadro  normativo e  fattuale  estremamente  complesso. Per  quanto occorrer  possa, aggiungo, poi, che  i  miei  onorari  per  l’attività sin  qui svolta sono  stati  integralmente  pagati. Restando  in  ogni  caso  a  disposizione  per  eventuali  chiarimenti, invio  i  miei  migliori  saluti. Prof.  Avv. Vincenzo Roppo.“


Gli  onorari  al  Prof.  Roppo  son  stati  integralmente pagati. Questa  è  una  buona  notizia. Ben  per lui.  

Invece gli ingentissimi  danni  causati  da ERG, ENI e le  altre industrie petrolkiller a tutti i siciliani,  all’ambiente,  all’ecosistema, a  tutti gli  italiani…  quando lo saranno? 

Garrone pensa di  lavarsi la  coscienza con 90 milioni  di  euro.  Posto  che  non  esiste  risarcimento  al  mondo  che  possa  ripagare i  crimini e gli  scempi  perpetrati per  oltre mezzo secolo a  Priolo  Gargallo, ci  dica Egreggio Professore (petrolchimicamente parlando)  i  siciliani quando  saranno “integralmente”  pagati?

Si  quando? Almeno saperlo. 

Chiediamo t-roppo?

-----------------------------------------
Doc. pdf: "Lettera_Roppo_ERG_Deloitte_Priolo_Gargallo"
http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/lettera_roppo_erg_priolo_gargallo.pdf 

Doc. pdf: "Parere_Roppo_ERG_Priolo_Gargallo"

http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/parere_roppo_erg_priolo_gargallo_nov_09.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal  portale  Indymedia:</p>
<p><a href="http://piemonte.indymedia.org/article/11741" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/11741</a> </p>
<p>ERG - Priolo: Vincenzo Roppo scrive  a Deloitte. </p>
<p>Come si  dice in  avvocatese quando  una  società è  nella  bratta fino  al collo  per  crimini  ambientali però  non è  bene  darlo  ad  intendere  ai  revisori  che  te  ne  chiedono conto?</p>
<p>Se vi  girano  i  coglioni perchè siete  moralisti e credete  ancora all’uguaglianza, alla  giustizia e ad  altre  cretinerie  del  genere  siete  pregati di  non  leggete  questa  lettera.  </p>
<p>Dopo  aver  relazionato alla  società  di  revisione  Reconta Ernst &amp;  Young  Spa (il 22  dicembre 2010 sulle potenziali  passività di  Syndial  Gruppo  ENI relativamente  al disastro ambientale del sito industriale di Avenza-MS) ora il Prof. Avv. Vincenzo  Roppo (Studio Legale  Roppo &amp; Canepa)  scrive  alla  società  di  revisione  Deloitte &amp; Touche  - e  per  conoscenza  al  quartier  generale  di  ERG Spa - in  ordine agli scempi  ambientali cagionati a  Priolo  Gargallo (Sicilia) dal Gruppo  di  Riccardo Garrone. </p>
<p>Scrive  l’esimio  Prof. Avv. Vincenzo Roppo  l’ 8 febbraio 2011:</p>
<p>“Oggetto: Bilancio  al 31  dicembre  2010. Egregi Signori, su  cortese  richiesta  di  Erg  Spa, provvedo  a  comunicarvi  le  seguenti  informazioni. Il  mio  studio  no  segue  controversie  giudiziali di  cui  sia  parte  ERG Spa  o  altra  società  del  gruppo,  né  sono  a  conoscenza  di  controversie di  imminente  inizio nei  confronti  di  tali  soggetti. Nel  corso  dell’anno  2009,  tuttavia, ho  reso  due  pareri in  favore  di  Erg  Raffinerie  Mediterranee Spa  (“ErgMed”) in  merito  a  problematiche  giuridiche concernenti  il  sito  industriale di  Priolo  Gargallo oggi  di  proprietà  di  ISAB Srl  (controllata al  51% da  ERGMed).   Il  primo  dei  predetti  pareri (reso  in  data  25  marzo 2009) ha  riguardato  le  possibili  responsabilità di  ERGMed -  in  allora  proprietaria del  sito - per  la  bonifica  dello  stesso ed  il  risarcimento dell’inerente  danno ambientale, essendo  il  medesimo  caratterizzato  da  criticità ambientali, che  hanno  tra  l’altro  dato  corso a un complesso contenzioso  amministrativo. Il secondo  parere (reso  in  data  11  dicembre  2009) invece, ha  riguardato  i  rapporti  tra ERGMed  e  Lukoil Europe  Holding BV (azionista  di  minoranza  di  ISAB),  ENI (che  ha  incorporato  Agip Petroli,  dante  causa  di ERG Raffinerie  Mediterranee nella  proprietà  del  sito poi  trasferito  a  ISAB) e  il  Ministero dell’Ambiente con  riferimento  alla  ripartizione della  responsabilità  ambientale per  l’inquinamento  del  sito. ERGMed  e  ISAB  infatti, potrebbero  essere  chiamate  a  rispondere in  parte  e  se  del  caso  solidalmente nei  confronti  del  Ministero  dell’Ambiente degli  oneri  di  bonifica e  del  risarcimento  dei  danni ambientali  dipendenti dall’inquinamento  del  sito. Inoltre,  le  passività  eventualmente  sostenute a  questo  riguardo  chiamerebbero  in  gioco sia  le  dichiarazioni e  garanzie  rese da  Agip  Petroli a  ERGMed al  momento  dell’acquisto  del  sito, sia  le  dichiarazioni e  garanzie  rese  da  ERGMed  a  Lukoil Europe  Holding  in  relazione  al  trasferimento a  quest’ultima  di  una  quota di  capitale  di  ISAB. Nel secondo parere,  pertanto, l’interazione  di  tutti  questi  profili  è  stata oggetto  di  valutazione,  muovendo  anche  da  un’ipotesi di  accordo  transattivo  che  il  Ministero  dell’Ambiente aveva  ventilato. Infine,  nel  corso  dell’anno  2010,  mi  è  stato  chiesto  di  comunicare  a  ERGMed una  quotazione  di  compenso con  riferimento  all’attività di  assistenza  che  avrebbe  potuto essermi richiesta  in relazione  alla eventuale negoziazione di  una  possibile  soluzione conciliativa con  tutti  i soggetti  coinvolti nella  vicenda; quotazione  che  ho  comunicato senza  che vi  sia  però stato  sino  ad  oggi  un  seguito. In  ogni  caso  maggiori  informazioni su  tutto  quanto  sopra possono  ovviamente  essere  rinvenute tramite  la  lettura  dei  pareri che  ho  citato, mentre  la  natura  pareristica  dell’attività da  me  svolta e  il  limitato  numero di  informazioni che  ho  conseguentemente  esaminato,  non mi  consentono di  fornire  indicazioni  circa la  consistenza del  rischio  di  ERGMed di  andare  incontro  ad  effettive  passività in  relazione  alle  problematiche quì  evidenziate  e  tanto  meno  di  ipotizzare una  quantificazione  economica dei  possibili  pregiudizi, considerato  anche  che  la  questione si  pone nell’ambito  di  un  quadro  normativo e  fattuale  estremamente  complesso. Per  quanto occorrer  possa, aggiungo, poi, che  i  miei  onorari  per  l’attività sin  qui svolta sono  stati  integralmente  pagati. Restando  in  ogni  caso  a  disposizione  per  eventuali  chiarimenti, invio  i  miei  migliori  saluti. Prof.  Avv. Vincenzo Roppo.“</p>
<p>Gli  onorari  al  Prof.  Roppo  son  stati  integralmente pagati. Questa  è  una  buona  notizia. Ben  per lui.  </p>
<p>Invece gli ingentissimi  danni  causati  da ERG, ENI e le  altre industrie petrolkiller a tutti i siciliani,  all’ambiente,  all’ecosistema, a  tutti gli  italiani…  quando lo saranno? </p>
<p>Garrone pensa di  lavarsi la  coscienza con 90 milioni  di  euro.  Posto  che  non  esiste  risarcimento  al  mondo  che  possa  ripagare i  crimini e gli  scempi  perpetrati per  oltre mezzo secolo a  Priolo  Gargallo, ci  dica Egreggio Professore (petrolchimicamente parlando)  i  siciliani quando  saranno “integralmente”  pagati?</p>
<p>Si  quando? Almeno saperlo. </p>
<p>Chiediamo t-roppo?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Doc. pdf: &#8220;Lettera_Roppo_ERG_Deloitte_Priolo_Gargallo&#8221;<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/lettera_roppo_erg_priolo_gargallo.pdf" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/lettera_roppo_erg_priolo_gargallo.pdf</a> </p>
<p>Doc. pdf: &#8220;Parere_Roppo_ERG_Priolo_Gargallo&#8221;</p>
<p><a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/parere_roppo_erg_priolo_gargallo_nov_09.pdf" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/parere_roppo_erg_priolo_gargallo_nov_09.pdf</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: INeuropa</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-3729</link>
		<dc:creator>INeuropa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 06:34:46 +0000</pubDate>
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		<description>Dal  portale  Indymedia  al  link:

http://piemonte.indymedia.org/article/10521 

ENI: colpo di  spugna sui più gravi disastri ambientali della  nostra storia.

Pronto per l’ENI  un decreto  “ad  personam”  ed  un  accordo  riservato  con  il  Ministero  dell’Ambiente per  cancellare il passato. Benefici  colossali anche  per Erg (sito di Priolo Gargallo). 

Toglietevelo  dalla  testa. Non ci  sarà  nessuna resa  dei  conti per i  danni  causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela,  Porto  Torres. Alcuni  dei  più gravi disastri  ambientali causati dall’Eni  nel  nostro  paese saranno cancellati  con  un  colpo  di  spugna. Per  sempre. Svaniranno come  il  gas  flaring nell’aria del  delta  del  Niger. Tanto  per  non farci  mancare  niente anche in  Africa abbiamo esportato il peggior  “made  in Italy”. Made in Italy  criminale” targato ENI. Bisogna francamente  ammettere  che l’Eni una  bella  mano  a distruggere  il pianeta l’ha  data.


Quali  sono le geniali menti che  hanno concepito un Condono tombale/ambientale  di  tal  sorta?. Eppure l’avvelenamento del  territorio ha  determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla  vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi  se  ne  fotte del   rispetto dei  diritti umani,  direte  voi. Sta anche scritto  sulla  carta (e lì rimane). D’altronde è  una  logica conseguenza. Che  ci potevamo aspettare  da  un’esecutivo che  legifera  “ad  personam” e che dispensa  impunità alla   bisogna (tutelando chi delinque). Se  pensate  che lo scudo  ambientale  per  l’ENI  cade  in  una  stagione del tutto casuale vi  sbagliate  di  grosso. In questo  particolare  momento sta per  incombere  sull’Eni la  mannaia  delle  Procure   per  gravi  fatti  di  inquinamento. Paolo Scaroni  (amministratore  delegato  dell’ENI) è reduce  da  una  recentissima  sentenza del Tribunale  di  Torino che  ha  pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare  1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da  decenni di  velENI nel Lago Maggiore dello  Stabilimenti ENI di Pieve  Vergonte). 
- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l'E.N.I. Spa per disastro ambientale”.
http://piemonte.indymedia.org/article/5590 

Tra  non  molto  potrebbero  aggiungersi a Pieve  Vergonte  decine  di  altri siti  industriali  dove  l’ENI è  acclarato  essere  stata  la  diretta responsabile  di  paurosi  scempi ambientali. Vedi  per  l’appunto  Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale,  Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela,  Porto  Torres. 

Come  ne  uscirà  stavolta l’Eni? Direi   elegantemente.  

La società  energetica si  sta  confezionando all’uopo un  “Protocollo  transattivo”  che  dovrebbe  metterla  al  riparo  da  ogni  contestazione. Questo  protocollo    dovrebbe  essere  siglato  a  breve  con il    Ministero dell’Ambiente e  della  Tutela  del  Territorio e  del  Mare (MATT). Fonti  molto  ben  informate   che  hanno  potuto visionare questo  delicato  carteggio  hanno  rivelato  che  le  bozze  degli  atti transattivi  son  già  tutte  pronte  e potrebbero  essere già controfirmate  nei  prossimi   giorni dal  Ministro  Prestigiacomo e al  numero  uno dell’ENI.   

Il documento chiave del  dossier  titola: 

“Protocollo  d’intesa per  la  determinazione degli  obiettivi  di  riparazione ai  fini  della  sottoscrizione di  atti  transattivi in  materia  di  danno  ambientale con  riguardo  ai  siti di  interesse   nazionale  di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto  Torres”.

Dovrebbe  essere  una  cosa del tipo  saldi  di  fine  stagione e/o supermercato.  Inquini  10  paghi  1. Risarcisci a  forfè. Ecco  come  l’Eni  dribblerà la  sanzione  del  Tribunale  di  Torino (secondo  la  giurisprudenza  è importante  che  ci  sia  una  generica  riparazione  del  danno  non è  importante  che  si  paghi  realmente  tutto  il  danno). 

Sulla  falsariga  dell’Eni è in  serbo un  pacchetto  di offerte speciali  anche  per  il  Gruppo  ERG. Come degno successore dell’ENI,  a Priolo  Gargallo (provincia  di  Siracusa)   ha  seguitato  ad  avvelenare per  decenni le   falde  e  la  rada. Secondo  quanto  riportato  in  un autorevole  Parere  Pro Veritate  reso  alla  società ERG  Spa qualche  mese  fa  dal  chiarissimo (sicuramente molto  più  dell’acqua di  Priolo)  Prof.  Avv.  Vincenzo  Roppo,  il  gruppo petrolifero di Riccardo  Garrone se la  dovrebbe poter  cavare indennizzando  70-90  milioni  di  euro… briciole (un’inezia se  si  considera  che  talune  fonti  qualificate hanno quantificato  il  danno  prodotto all’ambiente in  non meno di 50 miliardi di  euro). Questi    quattrini,  per  di  più  sarebbero dilazionati  in 10  anni  senza  interessi e  con la  possibilità  di  effettuare compensazioni con   eventuali  investimenti di  ERG  MED  sul   sito inquinato. Genialoidi  che  non  sono altro (così  se  Garrone nell’’arco  d’un  decennio fa  risultare  d’aver investito  90  milioni  di  euro in impianti  pseudoecologici non risarcisce   più  manco un  cent   al  Ministero  dell’Ambiente).. 

Priolo  Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con  la più  grande  concentrazione di  inquinanti  e di  industrie  petrolchimiche  d’Europa. S’è scoperto che  gli  scarichi  degli  stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio  puro  versato  direttamente  nei  tombini.  A Priolo uno  su  tre è morto  di  tumore. Come  l’operaio escavatorista che  copriva i veleni che  andava  a  buttare. Bambini  malformati  nati  senza ossa. Nello  specchio di  mare davanti  allo  stabilimento  Enichem  è  stata riscontrata  una  concentrazione  di  mercurio  superiore di  20.000  volte i  limiti consentiti  dalla  legge. Se  andate  a  Priolo  è  vietata  la  caccia (ma  non  è  proibito inquinare).   

Sento  forte  puzza  di beffa  per  i  siracusani. Chissà  che  ne  pensa  il  Ministro  dell’Ambiente  la  siciliana On.le Stefania  Prestigiacomo. Guardacaso    pure  lei Siracusana  doc..

Forse l’imminente  stagione  delle   offerte  speciali  fa  comodo  anche  a  lei (non  so  se è  notorio che  due  aziende  chimiche  controllate  dalla  Fam.  Prestigiacomo -  Coemi e  Finche - hanno contribuito generosamente ad  ammazzare  l’ecosistema siciliano scialando anche  loro migliaia di tonnellate  di mercurio  nell’ambiente). Mai  prima  d’ora,  nella  storia  d’Italia,  un ministro  della  Repubblica  s’è trovato  nel  posto  giusto al  momento  giusto. 

Rimembro  l’illuminato  pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli:  “il  mercato  punisce  sempre chi  sbaglia … l'ex amministratore delegato della Enron,  è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi  la  Enron  è  scomparsa. Il  mercato  ha  sanzionato”. (ma  non  sosteneva  che  “il  mercato  non  esiste”? boh …)


Se  così  fosse  non  dovrebbe  esistere  più manco  l’ENI (e  neppure ERG e Prestigiacomo  &#38; C.). 
-------------------------------------------------------

Link  più  o  meno  correlati:

Doc. pdf: "Protocollo_intesa_ENI_Minambiente"
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf 
- Video di  Giulio Sapelli all’ENI Corporate University 
http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7 
http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7 
- “L’Italia diffida  l’Eni  a  pagare subito 2  miliardi  di  euro”
http://piemonte.indymedia.org/article/9593 
- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
http://piemonte.indymedia.org/article/8981
- “ENI, "codice etico" e Servizi Segreti”
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
 - “Tangenti in NIGERIA: eccome come l'ENI pagava!”
 http://piemonte.indymedia.org/article/5988 
 - “Altro casino abientale dell'ENI: Syndial AVENZA (MS)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5958 
- “L'ENI avvelena il Kazakistan”
http://piemonte.indymedia.org/article/10372 
- “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare  un giudice  ostile”.
 http://piemonte.indymedia.org/article/10392
- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10468 
- “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”
 http://piemonte.indymedia.org/article/6152 
- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”
http://piemonte.indymedia.org/article/6131 
- “Porto Torres al Ministero: "Toglieteci l'ENI dai coglioni"
http://piemonte.indymedia.org/article/2046 
-  “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)” 
http://piemonte.indymedia.org/article/5620 
- “Enichem Porto Marghera” 
 http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php 
- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”. 
http://piemonte.indymedia.org/article/9715</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal  portale  Indymedia  al  link:</p>
<p><a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10521" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10521</a> </p>
<p>ENI: colpo di  spugna sui più gravi disastri ambientali della  nostra storia.</p>
<p>Pronto per l’ENI  un decreto  “ad  personam”  ed  un  accordo  riservato  con  il  Ministero  dell’Ambiente per  cancellare il passato. Benefici  colossali anche  per Erg (sito di Priolo Gargallo). </p>
<p>Toglietevelo  dalla  testa. Non ci  sarà  nessuna resa  dei  conti per i  danni  causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela,  Porto  Torres. Alcuni  dei  più gravi disastri  ambientali causati dall’Eni  nel  nostro  paese saranno cancellati  con  un  colpo  di  spugna. Per  sempre. Svaniranno come  il  gas  flaring nell’aria del  delta  del  Niger. Tanto  per  non farci  mancare  niente anche in  Africa abbiamo esportato il peggior  “made  in Italy”. Made in Italy  criminale” targato ENI. Bisogna francamente  ammettere  che l’Eni una  bella  mano  a distruggere  il pianeta l’ha  data.</p>
<p>Quali  sono le geniali menti che  hanno concepito un Condono tombale/ambientale  di  tal  sorta?. Eppure l’avvelenamento del  territorio ha  determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla  vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi  se  ne  fotte del   rispetto dei  diritti umani,  direte  voi. Sta anche scritto  sulla  carta (e lì rimane). D’altronde è  una  logica conseguenza. Che  ci potevamo aspettare  da  un’esecutivo che  legifera  “ad  personam” e che dispensa  impunità alla   bisogna (tutelando chi delinque). Se  pensate  che lo scudo  ambientale  per  l’ENI  cade  in  una  stagione del tutto casuale vi  sbagliate  di  grosso. In questo  particolare  momento sta per  incombere  sull’Eni la  mannaia  delle  Procure   per  gravi  fatti  di  inquinamento. Paolo Scaroni  (amministratore  delegato  dell’ENI) è reduce  da  una  recentissima  sentenza del Tribunale  di  Torino che  ha  pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare  1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da  decenni di  velENI nel Lago Maggiore dello  Stabilimenti ENI di Pieve  Vergonte).<br />
- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l&#8217;E.N.I. Spa per disastro ambientale”.<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5590" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5590</a> </p>
<p>Tra  non  molto  potrebbero  aggiungersi a Pieve  Vergonte  decine  di  altri siti  industriali  dove  l’ENI è  acclarato  essere  stata  la  diretta responsabile  di  paurosi  scempi ambientali. Vedi  per  l’appunto  Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale,  Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela,  Porto  Torres. </p>
<p>Come  ne  uscirà  stavolta l’Eni? Direi   elegantemente.  </p>
<p>La società  energetica si  sta  confezionando all’uopo un  “Protocollo  transattivo”  che  dovrebbe  metterla  al  riparo  da  ogni  contestazione. Questo  protocollo    dovrebbe  essere  siglato  a  breve  con il    Ministero dell’Ambiente e  della  Tutela  del  Territorio e  del  Mare (MATT). Fonti  molto  ben  informate   che  hanno  potuto visionare questo  delicato  carteggio  hanno  rivelato  che  le  bozze  degli  atti transattivi  son  già  tutte  pronte  e potrebbero  essere già controfirmate  nei  prossimi   giorni dal  Ministro  Prestigiacomo e al  numero  uno dell’ENI.   </p>
<p>Il documento chiave del  dossier  titola: </p>
<p>“Protocollo  d’intesa per  la  determinazione degli  obiettivi  di  riparazione ai  fini  della  sottoscrizione di  atti  transattivi in  materia  di  danno  ambientale con  riguardo  ai  siti di  interesse   nazionale  di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto  Torres”.</p>
<p>Dovrebbe  essere  una  cosa del tipo  saldi  di  fine  stagione e/o supermercato.  Inquini  10  paghi  1. Risarcisci a  forfè. Ecco  come  l’Eni  dribblerà la  sanzione  del  Tribunale  di  Torino (secondo  la  giurisprudenza  è importante  che  ci  sia  una  generica  riparazione  del  danno  non è  importante  che  si  paghi  realmente  tutto  il  danno). </p>
<p>Sulla  falsariga  dell’Eni è in  serbo un  pacchetto  di offerte speciali  anche  per  il  Gruppo  ERG. Come degno successore dell’ENI,  a Priolo  Gargallo (provincia  di  Siracusa)   ha  seguitato  ad  avvelenare per  decenni le   falde  e  la  rada. Secondo  quanto  riportato  in  un autorevole  Parere  Pro Veritate  reso  alla  società ERG  Spa qualche  mese  fa  dal  chiarissimo (sicuramente molto  più  dell’acqua di  Priolo)  Prof.  Avv.  Vincenzo  Roppo,  il  gruppo petrolifero di Riccardo  Garrone se la  dovrebbe poter  cavare indennizzando  70-90  milioni  di  euro… briciole (un’inezia se  si  considera  che  talune  fonti  qualificate hanno quantificato  il  danno  prodotto all’ambiente in  non meno di 50 miliardi di  euro). Questi    quattrini,  per  di  più  sarebbero dilazionati  in 10  anni  senza  interessi e  con la  possibilità  di  effettuare compensazioni con   eventuali  investimenti di  ERG  MED  sul   sito inquinato. Genialoidi  che  non  sono altro (così  se  Garrone nell’’arco  d’un  decennio fa  risultare  d’aver investito  90  milioni  di  euro in impianti  pseudoecologici non risarcisce   più  manco un  cent   al  Ministero  dell’Ambiente).. </p>
<p>Priolo  Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con  la più  grande  concentrazione di  inquinanti  e di  industrie  petrolchimiche  d’Europa. S’è scoperto che  gli  scarichi  degli  stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio  puro  versato  direttamente  nei  tombini.  A Priolo uno  su  tre è morto  di  tumore. Come  l’operaio escavatorista che  copriva i veleni che  andava  a  buttare. Bambini  malformati  nati  senza ossa. Nello  specchio di  mare davanti  allo  stabilimento  Enichem  è  stata riscontrata  una  concentrazione  di  mercurio  superiore di  20.000  volte i  limiti consentiti  dalla  legge. Se  andate  a  Priolo  è  vietata  la  caccia (ma  non  è  proibito inquinare).   </p>
<p>Sento  forte  puzza  di beffa  per  i  siracusani. Chissà  che  ne  pensa  il  Ministro  dell’Ambiente  la  siciliana On.le Stefania  Prestigiacomo. Guardacaso    pure  lei Siracusana  doc..</p>
<p>Forse l’imminente  stagione  delle   offerte  speciali  fa  comodo  anche  a  lei (non  so  se è  notorio che  due  aziende  chimiche  controllate  dalla  Fam.  Prestigiacomo -  Coemi e  Finche - hanno contribuito generosamente ad  ammazzare  l’ecosistema siciliano scialando anche  loro migliaia di tonnellate  di mercurio  nell’ambiente). Mai  prima  d’ora,  nella  storia  d’Italia,  un ministro  della  Repubblica  s’è trovato  nel  posto  giusto al  momento  giusto. </p>
<p>Rimembro  l’illuminato  pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli:  “il  mercato  punisce  sempre chi  sbaglia … l&#8217;ex amministratore delegato della Enron,  è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi  la  Enron  è  scomparsa. Il  mercato  ha  sanzionato”. (ma  non  sosteneva  che  “il  mercato  non  esiste”? boh …)</p>
<p>Se  così  fosse  non  dovrebbe  esistere  più manco  l’ENI (e  neppure ERG e Prestigiacomo  &amp; C.).<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Link  più  o  meno  correlati:</p>
<p>Doc. pdf: &#8220;Protocollo_intesa_ENI_Minambiente&#8221;<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf</a><br />
- Video di  Giulio Sapelli all’ENI Corporate University<br />
<a href="http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7" rel="nofollow">http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7</a><br />
<a href="http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7" rel="nofollow">http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7</a><br />
- “L’Italia diffida  l’Eni  a  pagare subito 2  miliardi  di  euro”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/9593" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/9593</a><br />
- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/8981" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/8981</a><br />
- “ENI, &#8220;codice etico&#8221; e Servizi Segreti”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5520" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5520</a><br />
 - “Tangenti in NIGERIA: eccome come l&#8217;ENI pagava!”<br />
 <a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5988" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5988</a><br />
 - “Altro casino abientale dell&#8217;ENI: Syndial AVENZA (MS)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5958" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5958</a><br />
- “L&#8217;ENI avvelena il Kazakistan”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10372" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10372</a><br />
- “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare  un giudice  ostile”.<br />
 <a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10392" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10392</a><br />
- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10468" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10468</a><br />
- “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”<br />
 <a href="http://piemonte.indymedia.org/article/6152" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/6152</a><br />
- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/6131" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/6131</a><br />
- “Porto Torres al Ministero: &#8220;Toglieteci l&#8217;ENI dai coglioni&#8221;<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/2046" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/2046</a><br />
-  “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5620" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5620</a><br />
- “Enichem Porto Marghera”<br />
 <a href="http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php" rel="nofollow">http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php</a><br />
- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/9715" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/9715</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: INeuropa</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-3728</link>
		<dc:creator>INeuropa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 06:34:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-3728</guid>
		<description>Dal  portale  Indymedia  al  link:

http://piemonte.indymedia.org/article/10521 

ENI: colpo di  spugna sui più gravi disastri ambientali della  nostra storia.

Pronto per l’ENI  un decreto  “ad  personam”  ed  un  accordo  riservato  con  il  Ministero  dell’Ambiente per  cancellare il passato. Benefici  colossali anche  per Erg (sito di Priolo Gargallo). 

Toglietevelo  dalla  testa. Non ci  sarà  nessuna resa  dei  conti per i  danni  causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela,  Porto  Torres. Alcuni  dei  più gravi disastri  ambientali causati dall’Eni  nel  nostro  paese saranno cancellati  con  un  colpo  di  spugna. Per  sempre. Svaniranno come  il  gas  flaring nell’aria del  delta  del  Niger. Tanto  per  non farci  mancare  niente anche in  Africa abbiamo esportato il peggior  “made  in Italy”. Made in Italy  criminale” targato ENI. Bisogna francamente  ammettere  che l’Eni una  bella  mano  a distruggere  il pianeta l’ha  data.


Quali  sono le geniali menti che  hanno concepito un Condono tombale/ambientale  di  tal  sorta?. Eppure l’avvelenamento del  territorio ha  determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla  vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi  se  ne  fotte del   rispetto dei  diritti umani,  direte  voi. Sta anche scritto  sulla  carta (e lì rimane). D’altronde è  una  logica conseguenza. Che  ci potevamo aspettare  da  un’esecutivo che  legifera  “ad  personam” e che dispensa  impunità alla   bisogna (tutelando chi delinque). Se  pensate  che lo scudo  ambientale  per  l’ENI  cade  in  una  stagione del tutto casuale vi  sbagliate  di  grosso. In questo  particolare  momento sta per  incombere  sull’Eni la  mannaia  delle  Procure   per  gravi  fatti  di  inquinamento. Paolo Scaroni  (amministratore  delegato  dell’ENI) è reduce  da  una  recentissima  sentenza del Tribunale  di  Torino che  ha  pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare  1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da  decenni di  velENI nel Lago Maggiore dello  Stabilimenti ENI di Pieve  Vergonte). 
- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l'E.N.I. Spa per disastro ambientale”.
http://piemonte.indymedia.org/article/5590 

Tra  non  molto  potrebbero  aggiungersi a Pieve  Vergonte  decine  di  altri siti  industriali  dove  l’ENI è  acclarato  essere  stata  la  diretta responsabile  di  paurosi  scempi ambientali. Vedi  per  l’appunto  Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale,  Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela,  Porto  Torres. 

Come  ne  uscirà  stavolta l’Eni? Direi   elegantemente.  

La società  energetica si  sta  confezionando all’uopo un  “Protocollo  transattivo”  che  dovrebbe  metterla  al  riparo  da  ogni  contestazione. Questo  protocollo    dovrebbe  essere  siglato  a  breve  con il    Ministero dell’Ambiente e  della  Tutela  del  Territorio e  del  Mare (MATT). Fonti  molto  ben  informate   che  hanno  potuto visionare questo  delicato  carteggio  hanno  rivelato  che  le  bozze  degli  atti transattivi  son  già  tutte  pronte  e potrebbero  essere già controfirmate  nei  prossimi   giorni dal  Ministro  Prestigiacomo e al  numero  uno dell’ENI.   

Il documento chiave del  dossier  titola: 

“Protocollo  d’intesa per  la  determinazione degli  obiettivi  di  riparazione ai  fini  della  sottoscrizione di  atti  transattivi in  materia  di  danno  ambientale con  riguardo  ai  siti di  interesse   nazionale  di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto  Torres”.

Dovrebbe  essere  una  cosa del tipo  saldi  di  fine  stagione e/o supermercato.  Inquini  10  paghi  1. Risarcisci a  forfè. Ecco  come  l’Eni  dribblerà la  sanzione  del  Tribunale  di  Torino (secondo  la  giurisprudenza  è importante  che  ci  sia  una  generica  riparazione  del  danno  non è  importante  che  si  paghi  realmente  tutto  il  danno). 

Sulla  falsariga  dell’Eni è in  serbo un  pacchetto  di offerte speciali  anche  per  il  Gruppo  ERG. Come degno successore dell’ENI,  a Priolo  Gargallo (provincia  di  Siracusa)   ha  seguitato  ad  avvelenare per  decenni le   falde  e  la  rada. Secondo  quanto  riportato  in  un autorevole  Parere  Pro Veritate  reso  alla  società ERG  Spa qualche  mese  fa  dal  chiarissimo (sicuramente molto  più  dell’acqua di  Priolo)  Prof.  Avv.  Vincenzo  Roppo,  il  gruppo petrolifero di Riccardo  Garrone se la  dovrebbe poter  cavare indennizzando  70-90  milioni  di  euro… briciole (un’inezia se  si  considera  che  talune  fonti  qualificate hanno quantificato  il  danno  prodotto all’ambiente in  non meno di 50 miliardi di  euro). Questi    quattrini,  per  di  più  sarebbero dilazionati  in 10  anni  senza  interessi e  con la  possibilità  di  effettuare compensazioni con   eventuali  investimenti di  ERG  MED  sul   sito inquinato. Genialoidi  che  non  sono altro (così  se  Garrone nell’’arco  d’un  decennio fa  risultare  d’aver investito  90  milioni  di  euro in impianti  pseudoecologici non risarcisce   più  manco un  cent   al  Ministero  dell’Ambiente).. 

Priolo  Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con  la più  grande  concentrazione di  inquinanti  e di  industrie  petrolchimiche  d’Europa. S’è scoperto che  gli  scarichi  degli  stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio  puro  versato  direttamente  nei  tombini.  A Priolo uno  su  tre è morto  di  tumore. Come  l’operaio escavatorista che  copriva i veleni che  andava  a  buttare. Bambini  malformati  nati  senza ossa. Nello  specchio di  mare davanti  allo  stabilimento  Enichem  è  stata riscontrata  una  concentrazione  di  mercurio  superiore di  20.000  volte i  limiti consentiti  dalla  legge. Se  andate  a  Priolo  è  vietata  la  caccia (ma  non  è  proibito inquinare).   

Sento  forte  puzza  di beffa  per  i  siracusani. Chissà  che  ne  pensa  il  Ministro  dell’Ambiente  la  siciliana On.le Stefania  Prestigiacomo. Guardacaso    pure  lei Siracusana  doc..

Forse l’imminente  stagione  delle   offerte  speciali  fa  comodo  anche  a  lei (non  so  se è  notorio che  due  aziende  chimiche  controllate  dalla  Fam.  Prestigiacomo -  Coemi e  Finche - hanno contribuito generosamente ad  ammazzare  l’ecosistema siciliano scialando anche  loro migliaia di tonnellate  di mercurio  nell’ambiente). Mai  prima  d’ora,  nella  storia  d’Italia,  un ministro  della  Repubblica  s’è trovato  nel  posto  giusto al  momento  giusto. 

Rimembro  l’illuminato  pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli:  “il  mercato  punisce  sempre chi  sbaglia … l'ex amministratore delegato della Enron,  è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi  la  Enron  è  scomparsa. Il  mercato  ha  sanzionato”. (ma  non  sosteneva  che  “il  mercato  non  esiste”? boh …)


Se  così  fosse  non  dovrebbe  esistere  più manco  l’ENI (e  neppure ERG e Prestigiacomo  &#38; C.). 
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Link  più  o  meno  correlati:

Doc. pdf: "Protocollo_intesa_ENI_Minambiente"
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf 
- Video di  Giulio Sapelli all’ENI Corporate University 
http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7 
http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7 
- “L’Italia diffida  l’Eni  a  pagare subito 2  miliardi  di  euro”
http://piemonte.indymedia.org/article/9593 
- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
http://piemonte.indymedia.org/article/8981
- “ENI, "codice etico" e Servizi Segreti”
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
 - “Tangenti in NIGERIA: eccome come l'ENI pagava!”
 http://piemonte.indymedia.org/article/5988 
 - “Altro casino abientale dell'ENI: Syndial AVENZA (MS)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5958 
- “L'ENI avvelena il Kazakistan”
http://piemonte.indymedia.org/article/10372 
- “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare  un giudice  ostile”.
 http://piemonte.indymedia.org/article/10392
- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10468 
- “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”
 http://piemonte.indymedia.org/article/6152 
- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”
http://piemonte.indymedia.org/article/6131 
- “Porto Torres al Ministero: "Toglieteci l'ENI dai coglioni"
http://piemonte.indymedia.org/article/2046 
-  “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)” 
http://piemonte.indymedia.org/article/5620 
- “Enichem Porto Marghera” 
 http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php 
- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”. 
http://piemonte.indymedia.org/article/9715 

2010 Indymedia - i contenuti del prensente articolo e dei materiali editi sul portale Indymedia sono liberamente riutilizzabili, possono essere stampati e possono essere copiati in rete e altrove, a condizione che sia citata la fonte (Indymedia) e l'autore. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal  portale  Indymedia  al  link:</p>
<p><a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10521" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10521</a> </p>
<p>ENI: colpo di  spugna sui più gravi disastri ambientali della  nostra storia.</p>
<p>Pronto per l’ENI  un decreto  “ad  personam”  ed  un  accordo  riservato  con  il  Ministero  dell’Ambiente per  cancellare il passato. Benefici  colossali anche  per Erg (sito di Priolo Gargallo). </p>
<p>Toglietevelo  dalla  testa. Non ci  sarà  nessuna resa  dei  conti per i  danni  causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela,  Porto  Torres. Alcuni  dei  più gravi disastri  ambientali causati dall’Eni  nel  nostro  paese saranno cancellati  con  un  colpo  di  spugna. Per  sempre. Svaniranno come  il  gas  flaring nell’aria del  delta  del  Niger. Tanto  per  non farci  mancare  niente anche in  Africa abbiamo esportato il peggior  “made  in Italy”. Made in Italy  criminale” targato ENI. Bisogna francamente  ammettere  che l’Eni una  bella  mano  a distruggere  il pianeta l’ha  data.</p>
<p>Quali  sono le geniali menti che  hanno concepito un Condono tombale/ambientale  di  tal  sorta?. Eppure l’avvelenamento del  territorio ha  determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla  vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi  se  ne  fotte del   rispetto dei  diritti umani,  direte  voi. Sta anche scritto  sulla  carta (e lì rimane). D’altronde è  una  logica conseguenza. Che  ci potevamo aspettare  da  un’esecutivo che  legifera  “ad  personam” e che dispensa  impunità alla   bisogna (tutelando chi delinque). Se  pensate  che lo scudo  ambientale  per  l’ENI  cade  in  una  stagione del tutto casuale vi  sbagliate  di  grosso. In questo  particolare  momento sta per  incombere  sull’Eni la  mannaia  delle  Procure   per  gravi  fatti  di  inquinamento. Paolo Scaroni  (amministratore  delegato  dell’ENI) è reduce  da  una  recentissima  sentenza del Tribunale  di  Torino che  ha  pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare  1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da  decenni di  velENI nel Lago Maggiore dello  Stabilimenti ENI di Pieve  Vergonte).<br />
- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l&#8217;E.N.I. Spa per disastro ambientale”.<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5590" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5590</a> </p>
<p>Tra  non  molto  potrebbero  aggiungersi a Pieve  Vergonte  decine  di  altri siti  industriali  dove  l’ENI è  acclarato  essere  stata  la  diretta responsabile  di  paurosi  scempi ambientali. Vedi  per  l’appunto  Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale,  Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela,  Porto  Torres. </p>
<p>Come  ne  uscirà  stavolta l’Eni? Direi   elegantemente.  </p>
<p>La società  energetica si  sta  confezionando all’uopo un  “Protocollo  transattivo”  che  dovrebbe  metterla  al  riparo  da  ogni  contestazione. Questo  protocollo    dovrebbe  essere  siglato  a  breve  con il    Ministero dell’Ambiente e  della  Tutela  del  Territorio e  del  Mare (MATT). Fonti  molto  ben  informate   che  hanno  potuto visionare questo  delicato  carteggio  hanno  rivelato  che  le  bozze  degli  atti transattivi  son  già  tutte  pronte  e potrebbero  essere già controfirmate  nei  prossimi   giorni dal  Ministro  Prestigiacomo e al  numero  uno dell’ENI.   </p>
<p>Il documento chiave del  dossier  titola: </p>
<p>“Protocollo  d’intesa per  la  determinazione degli  obiettivi  di  riparazione ai  fini  della  sottoscrizione di  atti  transattivi in  materia  di  danno  ambientale con  riguardo  ai  siti di  interesse   nazionale  di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve  Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto  Torres”.</p>
<p>Dovrebbe  essere  una  cosa del tipo  saldi  di  fine  stagione e/o supermercato.  Inquini  10  paghi  1. Risarcisci a  forfè. Ecco  come  l’Eni  dribblerà la  sanzione  del  Tribunale  di  Torino (secondo  la  giurisprudenza  è importante  che  ci  sia  una  generica  riparazione  del  danno  non è  importante  che  si  paghi  realmente  tutto  il  danno). </p>
<p>Sulla  falsariga  dell’Eni è in  serbo un  pacchetto  di offerte speciali  anche  per  il  Gruppo  ERG. Come degno successore dell’ENI,  a Priolo  Gargallo (provincia  di  Siracusa)   ha  seguitato  ad  avvelenare per  decenni le   falde  e  la  rada. Secondo  quanto  riportato  in  un autorevole  Parere  Pro Veritate  reso  alla  società ERG  Spa qualche  mese  fa  dal  chiarissimo (sicuramente molto  più  dell’acqua di  Priolo)  Prof.  Avv.  Vincenzo  Roppo,  il  gruppo petrolifero di Riccardo  Garrone se la  dovrebbe poter  cavare indennizzando  70-90  milioni  di  euro… briciole (un’inezia se  si  considera  che  talune  fonti  qualificate hanno quantificato  il  danno  prodotto all’ambiente in  non meno di 50 miliardi di  euro). Questi    quattrini,  per  di  più  sarebbero dilazionati  in 10  anni  senza  interessi e  con la  possibilità  di  effettuare compensazioni con   eventuali  investimenti di  ERG  MED  sul   sito inquinato. Genialoidi  che  non  sono altro (così  se  Garrone nell’’arco  d’un  decennio fa  risultare  d’aver investito  90  milioni  di  euro in impianti  pseudoecologici non risarcisce   più  manco un  cent   al  Ministero  dell’Ambiente).. </p>
<p>Priolo  Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con  la più  grande  concentrazione di  inquinanti  e di  industrie  petrolchimiche  d’Europa. S’è scoperto che  gli  scarichi  degli  stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio  puro  versato  direttamente  nei  tombini.  A Priolo uno  su  tre è morto  di  tumore. Come  l’operaio escavatorista che  copriva i veleni che  andava  a  buttare. Bambini  malformati  nati  senza ossa. Nello  specchio di  mare davanti  allo  stabilimento  Enichem  è  stata riscontrata  una  concentrazione  di  mercurio  superiore di  20.000  volte i  limiti consentiti  dalla  legge. Se  andate  a  Priolo  è  vietata  la  caccia (ma  non  è  proibito inquinare).   </p>
<p>Sento  forte  puzza  di beffa  per  i  siracusani. Chissà  che  ne  pensa  il  Ministro  dell’Ambiente  la  siciliana On.le Stefania  Prestigiacomo. Guardacaso    pure  lei Siracusana  doc..</p>
<p>Forse l’imminente  stagione  delle   offerte  speciali  fa  comodo  anche  a  lei (non  so  se è  notorio che  due  aziende  chimiche  controllate  dalla  Fam.  Prestigiacomo -  Coemi e  Finche - hanno contribuito generosamente ad  ammazzare  l’ecosistema siciliano scialando anche  loro migliaia di tonnellate  di mercurio  nell’ambiente). Mai  prima  d’ora,  nella  storia  d’Italia,  un ministro  della  Repubblica  s’è trovato  nel  posto  giusto al  momento  giusto. </p>
<p>Rimembro  l’illuminato  pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli:  “il  mercato  punisce  sempre chi  sbaglia … l&#8217;ex amministratore delegato della Enron,  è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi  la  Enron  è  scomparsa. Il  mercato  ha  sanzionato”. (ma  non  sosteneva  che  “il  mercato  non  esiste”? boh …)</p>
<p>Se  così  fosse  non  dovrebbe  esistere  più manco  l’ENI (e  neppure ERG e Prestigiacomo  &amp; C.).<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Link  più  o  meno  correlati:</p>
<p>Doc. pdf: &#8220;Protocollo_intesa_ENI_Minambiente&#8221;<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf</a><br />
- Video di  Giulio Sapelli all’ENI Corporate University<br />
<a href="http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7" rel="nofollow">http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7</a><br />
<a href="http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7" rel="nofollow">http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7</a><br />
- “L’Italia diffida  l’Eni  a  pagare subito 2  miliardi  di  euro”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/9593" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/9593</a><br />
- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/8981" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/8981</a><br />
- “ENI, &#8220;codice etico&#8221; e Servizi Segreti”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5520" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5520</a><br />
 - “Tangenti in NIGERIA: eccome come l&#8217;ENI pagava!”<br />
 <a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5988" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5988</a><br />
 - “Altro casino abientale dell&#8217;ENI: Syndial AVENZA (MS)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5958" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5958</a><br />
- “L&#8217;ENI avvelena il Kazakistan”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10372" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10372</a><br />
- “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare  un giudice  ostile”.<br />
 <a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10392" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10392</a><br />
- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/10468" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/10468</a><br />
- “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”<br />
 <a href="http://piemonte.indymedia.org/article/6152" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/6152</a><br />
- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/6131" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/6131</a><br />
- “Porto Torres al Ministero: &#8220;Toglieteci l&#8217;ENI dai coglioni&#8221;<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/2046" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/2046</a><br />
-  “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5620" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5620</a><br />
- “Enichem Porto Marghera”<br />
 <a href="http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php" rel="nofollow">http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php</a><br />
- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.<br />
<a href="http://piemonte.indymedia.org/article/9715" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/9715</a> </p>
<p>2010 Indymedia - i contenuti del prensente articolo e dei materiali editi sul portale Indymedia sono liberamente riutilizzabili, possono essere stampati e possono essere copiati in rete e altrove, a condizione che sia citata la fonte (Indymedia) e l&#8217;autore. Grazie</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: william</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-3069</link>
		<dc:creator>william</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 22:03:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-3069</guid>
		<description>News tratta  dal portale  Indymedia  Piemonte  al  link:

http://piemonte.indymedia.org/article/5590


Inquinamento del  Lago Maggiore.  Condannata  l'E.N.I. Spa per disastro ambientale.

 Ora per l'E.N.I.  son "Dolores". Il  Tribunale  di  Torino   infligge  una  pesantissima  condanna  alla  controllata  dell'ENI,  Syndial Spa - Attività Diversificate (già Enichem Spa) . Maxi  risarcimento  danni di  1.833.475.405,49 Euro per  gravissimo inquinamento ambientale  del Lago Maggiore

Stavolta   la  bega ambientale (l'ennesima di una lunghissima serie)  che  coinvolge  l'ENI è davvero colossale. Vede  protagonista lo  stabilimento Enichem (ora  Syndial) di  Pieve  Vergonte che per  un  ventennio  ha prodotto  velenosissimo DDT. Tonnellate  di sta  micidiale porcheria,   per  "distrazioni"  e  "disguidi" -  tra il 1966   ed  il  1996 - son finite   dritte  dritte  nel  Lago  Maggiore.

Nel  1996 la  CIPAIS (Commissione Internazionale per  la  protezione delle  acque  italo-svizzere) dopo  alcuni  campionamento  denunciò  che  le  trote  e i coregoni  del  Lago Maggiore  erano infarciti  da DDT  targato  ENI. Nelle  relazioni si parlò di elevatissimo  rischio   cancro  e  mutageno (e  non  solo  per  la  popolazione laqustre). Pesci  con  tre  occhi,  senza  fegato, triple  pinne, addirittura un cane a sei zampe (scusate lo spirito … la mostruisità genetica a 6 zampe è l'ENI). 
 
L' 8  luglio 2008 il  G.U.  Dott.ssa Maria  Grillo Dolores  (ecco perchè son “dolores”) del  Tribunale  di  Torino   ha  depositato  la  sentenza  di  condanna  dell'ENI  che la   chiama  a rispondere    per   gravissime  imputazioni,  e   condanna Syndial Spa - Attività Diversificate (già Enichem Spa) ad  un maxi  risarcimento  danni. Totale: 1.833.475.405,49 Euro.
 
Tra le parti Civili (oltre al Ministero dell’Ambiente) numerose associazioni di pesca e ambientaliste, la Regione Lombardia, Confederazione Elvetica e Canton Ticino, Province di Novara, Varese e del Verbano Cusio Ossola, i Comuni di Pieve Vergonte, Stresa, Verbania, Mergozzo, Belgirate, Baveno e Laveno Mombello. 
 
Pochi  giorni  fa  l'Ufficio  Legale  dell'ENI, capitanato  dall'inossidabile Avv.  Massimo  Mantovani,  con il  patrocinio di avvocati esterni  al Gruppo  ha  messo  a punto  l'Atto  di  Appello  contro  la  sentenza del Tribunale di Torino (che  trovate in allegato PDF).
 
Per la verità l'atto  d'impugnazione è un  pò  stravagante.

Osserva  così   l'Avv.  Mantovani: 

"...  colpisce  soprattuto la  sproporzione tra  l'enorme ammontare della  condanna e  la  assoluta  modestia dell'inquinamento  contestato. Anche  a  voler accettare le  affermazioni e  i  conteggi  del  Ministero  e della  CTU non  siamo  certo di  fronte a  un  disastro ecologico:   e infatti l’inquinamento da DDT non solo non ha mai causato disastri, malattie, ecc… l’enorme ammontare della condanna (si ripete, relativa ad un inquinamento – a tutto voler concedere – sostanzialmente irrilevante) colpisce per la sua sproporzione …”. 
 
Per impressionare maggiornmente  il G.U. Dolores il team legale dell’ENI snocciola i dati di alcuni dei più gravi disastri ecologici del XX Secolo: 
 
-     Caso Vajont. La diga costruita sul fiume Vajont determinò la frana del Monte Toc nel lago artificiale generando un’onda che causò la morte di 1910 persone, la distruzione di 700 abitazioni e la scomparsa di 5 frazioni nella Valle del Vajont. Nel 1999 Montedison ha transatto con lo Stato Italiano un risarcimento di 100 miliardi di Lire (circa 51 mil. Euro);
 
-     Caso Montedison Porto Marghera. Disastro, adulterazione ed avvelenamento dell’Area di Porto Marghera e della Laguna veneziana. Nel 2001 l'ENI si accordò per una risarcimento di 550 miliardi di Lire;
 
-    Caso Haven. L’affondamento della motonave Haven al largo di Genova-Arenzano provocò la morte di 5 persone e l’inquinamento di 20 km di costa ligure, delle acque marine e dei fondali (15.000 tonns di greggio in mare). Nel 1998 fu transatto col Governo Italiano un risarcimento di 117,6 miliardi di Lire;
 
-     Caso Bhopal. Uno dei più grandi disastri ecologici del mondo. La fuoriuscita di 40 tonns di gas tossico dallo stabilimento Union Carbide di Bhopal (India) determinò la morte di circa 8000 persone, malattie croniche a circa 150.000 persone ed enormi inquinamenti di terreni, atmosfera e fonti idriche. La Union Carbide a seguito d’una transazione col Governo indiano ha corrisposto un risarcimento di 470 milioni di dollari (circa 315.000.000 euro).
 
 
Orbene (argomenta l'ENI) rapportati a questi grandi disastri ambientali, l'inquinamentuccio dell'ENI nel Lago Maggiore appare “sostanzialmente irrilevante”.

Scusate: ma che cazzo di ragionamento è? 


P.S.: Nota curiosa. Solo quest'atto di appello al Tribunale di Torino costerà all'ENI la  pochezza di 1.600.000 euro e spiccioli (cotanta la notula predisposta all'uopo per Mr. Paolo Scaroni da noto Studio  Legale romano).  Meglio sputtanarsi milioni di euro in consulenze legali che scucire 1 euro di risarcimento. Bene così Scaroni … ti ENI duro! 

Bene così Scaroni … ti ENI duro! 



Sul  portale Indymedia Documento PDF Completo: 

"Appello_ENI-Syndial_avverso_ la_sentenza_del_Tribunale_di_Torino.pdf"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>News tratta  dal portale  Indymedia  Piemonte  al  link:</p>
<p><a href="http://piemonte.indymedia.org/article/5590" rel="nofollow">http://piemonte.indymedia.org/article/5590</a></p>
<p>Inquinamento del  Lago Maggiore.  Condannata  l&#8217;E.N.I. Spa per disastro ambientale.</p>
<p> Ora per l&#8217;E.N.I.  son &#8220;Dolores&#8221;. Il  Tribunale  di  Torino   infligge  una  pesantissima  condanna  alla  controllata  dell&#8217;ENI,  Syndial Spa - Attività Diversificate (già Enichem Spa) . Maxi  risarcimento  danni di  1.833.475.405,49 Euro per  gravissimo inquinamento ambientale  del Lago Maggiore</p>
<p>Stavolta   la  bega ambientale (l&#8217;ennesima di una lunghissima serie)  che  coinvolge  l&#8217;ENI è davvero colossale. Vede  protagonista lo  stabilimento Enichem (ora  Syndial) di  Pieve  Vergonte che per  un  ventennio  ha prodotto  velenosissimo DDT. Tonnellate  di sta  micidiale porcheria,   per  &#8220;distrazioni&#8221;  e  &#8220;disguidi&#8221; -  tra il 1966   ed  il  1996 - son finite   dritte  dritte  nel  Lago  Maggiore.</p>
<p>Nel  1996 la  CIPAIS (Commissione Internazionale per  la  protezione delle  acque  italo-svizzere) dopo  alcuni  campionamento  denunciò  che  le  trote  e i coregoni  del  Lago Maggiore  erano infarciti  da DDT  targato  ENI. Nelle  relazioni si parlò di elevatissimo  rischio   cancro  e  mutageno (e  non  solo  per  la  popolazione laqustre). Pesci  con  tre  occhi,  senza  fegato, triple  pinne, addirittura un cane a sei zampe (scusate lo spirito … la mostruisità genetica a 6 zampe è l&#8217;ENI).<br />
 <br />
L&#8217; 8  luglio 2008 il  G.U.  Dott.ssa Maria  Grillo Dolores  (ecco perchè son “dolores”) del  Tribunale  di  Torino   ha  depositato  la  sentenza  di  condanna  dell&#8217;ENI  che la   chiama  a rispondere    per   gravissime  imputazioni,  e   condanna Syndial Spa - Attività Diversificate (già Enichem Spa) ad  un maxi  risarcimento  danni. Totale: 1.833.475.405,49 Euro.<br />
 <br />
Tra le parti Civili (oltre al Ministero dell’Ambiente) numerose associazioni di pesca e ambientaliste, la Regione Lombardia, Confederazione Elvetica e Canton Ticino, Province di Novara, Varese e del Verbano Cusio Ossola, i Comuni di Pieve Vergonte, Stresa, Verbania, Mergozzo, Belgirate, Baveno e Laveno Mombello.<br />
 <br />
Pochi  giorni  fa  l&#8217;Ufficio  Legale  dell&#8217;ENI, capitanato  dall&#8217;inossidabile Avv.  Massimo  Mantovani,  con il  patrocinio di avvocati esterni  al Gruppo  ha  messo  a punto  l&#8217;Atto  di  Appello  contro  la  sentenza del Tribunale di Torino (che  trovate in allegato PDF).<br />
 <br />
Per la verità l&#8217;atto  d&#8217;impugnazione è un  pò  stravagante.</p>
<p>Osserva  così   l&#8217;Avv.  Mantovani: </p>
<p>&#8220;&#8230;  colpisce  soprattuto la  sproporzione tra  l&#8217;enorme ammontare della  condanna e  la  assoluta  modestia dell&#8217;inquinamento  contestato. Anche  a  voler accettare le  affermazioni e  i  conteggi  del  Ministero  e della  CTU non  siamo  certo di  fronte a  un  disastro ecologico:   e infatti l’inquinamento da DDT non solo non ha mai causato disastri, malattie, ecc… l’enorme ammontare della condanna (si ripete, relativa ad un inquinamento – a tutto voler concedere – sostanzialmente irrilevante) colpisce per la sua sproporzione …”.<br />
 <br />
Per impressionare maggiornmente  il G.U. Dolores il team legale dell’ENI snocciola i dati di alcuni dei più gravi disastri ecologici del XX Secolo:<br />
 <br />
-     Caso Vajont. La diga costruita sul fiume Vajont determinò la frana del Monte Toc nel lago artificiale generando un’onda che causò la morte di 1910 persone, la distruzione di 700 abitazioni e la scomparsa di 5 frazioni nella Valle del Vajont. Nel 1999 Montedison ha transatto con lo Stato Italiano un risarcimento di 100 miliardi di Lire (circa 51 mil. Euro);<br />
 <br />
-     Caso Montedison Porto Marghera. Disastro, adulterazione ed avvelenamento dell’Area di Porto Marghera e della Laguna veneziana. Nel 2001 l&#8217;ENI si accordò per una risarcimento di 550 miliardi di Lire;<br />
 <br />
-    Caso Haven. L’affondamento della motonave Haven al largo di Genova-Arenzano provocò la morte di 5 persone e l’inquinamento di 20 km di costa ligure, delle acque marine e dei fondali (15.000 tonns di greggio in mare). Nel 1998 fu transatto col Governo Italiano un risarcimento di 117,6 miliardi di Lire;<br />
 <br />
-     Caso Bhopal. Uno dei più grandi disastri ecologici del mondo. La fuoriuscita di 40 tonns di gas tossico dallo stabilimento Union Carbide di Bhopal (India) determinò la morte di circa 8000 persone, malattie croniche a circa 150.000 persone ed enormi inquinamenti di terreni, atmosfera e fonti idriche. La Union Carbide a seguito d’una transazione col Governo indiano ha corrisposto un risarcimento di 470 milioni di dollari (circa 315.000.000 euro).<br />
 <br />
 <br />
Orbene (argomenta l&#8217;ENI) rapportati a questi grandi disastri ambientali, l&#8217;inquinamentuccio dell&#8217;ENI nel Lago Maggiore appare “sostanzialmente irrilevante”.</p>
<p>Scusate: ma che cazzo di ragionamento è? </p>
<p>P.S.: Nota curiosa. Solo quest&#8217;atto di appello al Tribunale di Torino costerà all&#8217;ENI la  pochezza di 1.600.000 euro e spiccioli (cotanta la notula predisposta all&#8217;uopo per Mr. Paolo Scaroni da noto Studio  Legale romano).  Meglio sputtanarsi milioni di euro in consulenze legali che scucire 1 euro di risarcimento. Bene così Scaroni … ti ENI duro! </p>
<p>Bene così Scaroni … ti ENI duro! </p>
<p>Sul  portale Indymedia Documento PDF Completo: </p>
<p>&#8220;Appello_ENI-Syndial_avverso_ la_sentenza_del_Tribunale_di_Torino.pdf&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano &#187; Blog Archive &#187; Ddt nel Lago Maggiore, i danni dell’Eni</title>
		<link>http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-729</link>
		<dc:creator>Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano &#187; Blog Archive &#187; Ddt nel Lago Maggiore, i danni dell’Eni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 05:17:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.verdenero.it/2008/07/17/ddt-nel-lago-maggiore-leni-non-ci-sta/#comment-729</guid>
		<description>[...] Inizia tutto nel 1996 quando il laboratorio cantonale di Lugano segnala una “contaminazione diffus... [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Inizia tutto nel 1996 quando il laboratorio cantonale di Lugano segnala una “contaminazione diffus&#8230; [...]</p>
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