Ddt nel Lago Maggiore, i danni dell’Eni
Inizia tutto nel 1996 quando il laboratorio cantonale di Lugano segnala una “contaminazione diffusa” da Ddt dei pesci pescati nel Lago Maggiore, superiore ai limiti della legge elvetica.
Successivamente anche le autorità italiane riscontrano tale inquinamento e si arriva nell’aprile del 1997 alla chiusura dello stabilimento che riversa il Ddt nelle acque del lago.
Si tratta dell’impianto Syndial di Pieve Vergonte, di proprietà dell’allora Enichem.
Ma arriviamo agli sviluppi giudiziari di questa vicenda - come sempre nel nostro paese estremamente rapidi…
Lo stabilimento chimico in questione, nel 1996, aveva varie linee di produzioni attive, tra queste quella del Ddt, che, insieme ad altri scarti di lavorazione (come ad esempio il mercurio), finiva nelle acque del torrente Marmazza, transitava nel fiume Toce e poi si adagiava con estrema gioia nelle acque di uno dei laghi più grandi d’Italia.
Tutto ciò avvenne per sei lunghi anni, dal 1990 al 1996, e costrinse (allora) le autorità italiane a vietare la pesca nelle acque del lago e il consumo (naturalmente) del pesce ivi pescato.
L’8 luglio di quest’anno (finalmente) il Tribunale di Torino ha comminato una multa record a Eni per il danno ambientale provocato: un totale di 1,9 miliardi di euro, contro i 2,3 e rotti proposti dal ministero dell’ambiente.
Ma l’Eni non ci sta, e annuncia che farà ricorso in appello contro la sentenza di primo grado emessa dai giudici. Una sentenza che, se verrà confermata, sarà una delle più “sostanziose” mai comminate per inquinamento ambientale.
Per un approfondimento leggi Stabilimento chimico di Pieve Vergonte
Foto Wikipedia
Tags: ddt, inquinamento, Lago Maggiore





Luglio 18th, 2008 at 7:17 am
[...] Inizia tutto nel 1996 quando il laboratorio cantonale di Lugano segnala una “contaminazione diffus… [...]
Agosto 29th, 2009 at 12:03 am
News tratta dal portale Indymedia Piemonte al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/5590
Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale.
Ora per l’E.N.I. son “Dolores”. Il Tribunale di Torino infligge una pesantissima condanna alla controllata dell’ENI, Syndial Spa - Attività Diversificate (già Enichem Spa) . Maxi risarcimento danni di 1.833.475.405,49 Euro per gravissimo inquinamento ambientale del Lago Maggiore
Stavolta la bega ambientale (l’ennesima di una lunghissima serie) che coinvolge l’ENI è davvero colossale. Vede protagonista lo stabilimento Enichem (ora Syndial) di Pieve Vergonte che per un ventennio ha prodotto velenosissimo DDT. Tonnellate di sta micidiale porcheria, per “distrazioni” e “disguidi” - tra il 1966 ed il 1996 - son finite dritte dritte nel Lago Maggiore.
Nel 1996 la CIPAIS (Commissione Internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere) dopo alcuni campionamento denunciò che le trote e i coregoni del Lago Maggiore erano infarciti da DDT targato ENI. Nelle relazioni si parlò di elevatissimo rischio cancro e mutageno (e non solo per la popolazione laqustre). Pesci con tre occhi, senza fegato, triple pinne, addirittura un cane a sei zampe (scusate lo spirito … la mostruisità genetica a 6 zampe è l’ENI).
L’ 8 luglio 2008 il G.U. Dott.ssa Maria Grillo Dolores (ecco perchè son “dolores”) del Tribunale di Torino ha depositato la sentenza di condanna dell’ENI che la chiama a rispondere per gravissime imputazioni, e condanna Syndial Spa - Attività Diversificate (già Enichem Spa) ad un maxi risarcimento danni. Totale: 1.833.475.405,49 Euro.
Tra le parti Civili (oltre al Ministero dell’Ambiente) numerose associazioni di pesca e ambientaliste, la Regione Lombardia, Confederazione Elvetica e Canton Ticino, Province di Novara, Varese e del Verbano Cusio Ossola, i Comuni di Pieve Vergonte, Stresa, Verbania, Mergozzo, Belgirate, Baveno e Laveno Mombello.
Pochi giorni fa l’Ufficio Legale dell’ENI, capitanato dall’inossidabile Avv. Massimo Mantovani, con il patrocinio di avvocati esterni al Gruppo ha messo a punto l’Atto di Appello contro la sentenza del Tribunale di Torino (che trovate in allegato PDF).
Per la verità l’atto d’impugnazione è un pò stravagante.
Osserva così l’Avv. Mantovani:
“… colpisce soprattuto la sproporzione tra l’enorme ammontare della condanna e la assoluta modestia dell’inquinamento contestato. Anche a voler accettare le affermazioni e i conteggi del Ministero e della CTU non siamo certo di fronte a un disastro ecologico: e infatti l’inquinamento da DDT non solo non ha mai causato disastri, malattie, ecc… l’enorme ammontare della condanna (si ripete, relativa ad un inquinamento – a tutto voler concedere – sostanzialmente irrilevante) colpisce per la sua sproporzione …”.
Per impressionare maggiornmente il G.U. Dolores il team legale dell’ENI snocciola i dati di alcuni dei più gravi disastri ecologici del XX Secolo:
- Caso Vajont. La diga costruita sul fiume Vajont determinò la frana del Monte Toc nel lago artificiale generando un’onda che causò la morte di 1910 persone, la distruzione di 700 abitazioni e la scomparsa di 5 frazioni nella Valle del Vajont. Nel 1999 Montedison ha transatto con lo Stato Italiano un risarcimento di 100 miliardi di Lire (circa 51 mil. Euro);
- Caso Montedison Porto Marghera. Disastro, adulterazione ed avvelenamento dell’Area di Porto Marghera e della Laguna veneziana. Nel 2001 l’ENI si accordò per una risarcimento di 550 miliardi di Lire;
- Caso Haven. L’affondamento della motonave Haven al largo di Genova-Arenzano provocò la morte di 5 persone e l’inquinamento di 20 km di costa ligure, delle acque marine e dei fondali (15.000 tonns di greggio in mare). Nel 1998 fu transatto col Governo Italiano un risarcimento di 117,6 miliardi di Lire;
- Caso Bhopal. Uno dei più grandi disastri ecologici del mondo. La fuoriuscita di 40 tonns di gas tossico dallo stabilimento Union Carbide di Bhopal (India) determinò la morte di circa 8000 persone, malattie croniche a circa 150.000 persone ed enormi inquinamenti di terreni, atmosfera e fonti idriche. La Union Carbide a seguito d’una transazione col Governo indiano ha corrisposto un risarcimento di 470 milioni di dollari (circa 315.000.000 euro).
Orbene (argomenta l’ENI) rapportati a questi grandi disastri ambientali, l’inquinamentuccio dell’ENI nel Lago Maggiore appare “sostanzialmente irrilevante”.
Scusate: ma che cazzo di ragionamento è?
P.S.: Nota curiosa. Solo quest’atto di appello al Tribunale di Torino costerà all’ENI la pochezza di 1.600.000 euro e spiccioli (cotanta la notula predisposta all’uopo per Mr. Paolo Scaroni da noto Studio Legale romano). Meglio sputtanarsi milioni di euro in consulenze legali che scucire 1 euro di risarcimento. Bene così Scaroni … ti ENI duro!
Bene così Scaroni … ti ENI duro!
Sul portale Indymedia Documento PDF Completo:
“Appello_ENI-Syndial_avverso_ la_sentenza_del_Tribunale_di_Torino.pdf”
Novembre 4th, 2010 at 8:34 am
Dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/10521
ENI: colpo di spugna sui più gravi disastri ambientali della nostra storia.
Pronto per l’ENI un decreto “ad personam” ed un accordo riservato con il Ministero dell’Ambiente per cancellare il passato. Benefici colossali anche per Erg (sito di Priolo Gargallo).
Toglietevelo dalla testa. Non ci sarà nessuna resa dei conti per i danni causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela, Porto Torres. Alcuni dei più gravi disastri ambientali causati dall’Eni nel nostro paese saranno cancellati con un colpo di spugna. Per sempre. Svaniranno come il gas flaring nell’aria del delta del Niger. Tanto per non farci mancare niente anche in Africa abbiamo esportato il peggior “made in Italy”. Made in Italy criminale” targato ENI. Bisogna francamente ammettere che l’Eni una bella mano a distruggere il pianeta l’ha data.
Quali sono le geniali menti che hanno concepito un Condono tombale/ambientale di tal sorta?. Eppure l’avvelenamento del territorio ha determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi se ne fotte del rispetto dei diritti umani, direte voi. Sta anche scritto sulla carta (e lì rimane). D’altronde è una logica conseguenza. Che ci potevamo aspettare da un’esecutivo che legifera “ad personam” e che dispensa impunità alla bisogna (tutelando chi delinque). Se pensate che lo scudo ambientale per l’ENI cade in una stagione del tutto casuale vi sbagliate di grosso. In questo particolare momento sta per incombere sull’Eni la mannaia delle Procure per gravi fatti di inquinamento. Paolo Scaroni (amministratore delegato dell’ENI) è reduce da una recentissima sentenza del Tribunale di Torino che ha pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare 1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da decenni di velENI nel Lago Maggiore dello Stabilimenti ENI di Pieve Vergonte).
- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale”.
http://piemonte.indymedia.org/article/5590
Tra non molto potrebbero aggiungersi a Pieve Vergonte decine di altri siti industriali dove l’ENI è acclarato essere stata la diretta responsabile di paurosi scempi ambientali. Vedi per l’appunto Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela, Porto Torres.
Come ne uscirà stavolta l’Eni? Direi elegantemente.
La società energetica si sta confezionando all’uopo un “Protocollo transattivo” che dovrebbe metterla al riparo da ogni contestazione. Questo protocollo dovrebbe essere siglato a breve con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT). Fonti molto ben informate che hanno potuto visionare questo delicato carteggio hanno rivelato che le bozze degli atti transattivi son già tutte pronte e potrebbero essere già controfirmate nei prossimi giorni dal Ministro Prestigiacomo e al numero uno dell’ENI.
Il documento chiave del dossier titola:
“Protocollo d’intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto Torres”.
Dovrebbe essere una cosa del tipo saldi di fine stagione e/o supermercato. Inquini 10 paghi 1. Risarcisci a forfè. Ecco come l’Eni dribblerà la sanzione del Tribunale di Torino (secondo la giurisprudenza è importante che ci sia una generica riparazione del danno non è importante che si paghi realmente tutto il danno).
Sulla falsariga dell’Eni è in serbo un pacchetto di offerte speciali anche per il Gruppo ERG. Come degno successore dell’ENI, a Priolo Gargallo (provincia di Siracusa) ha seguitato ad avvelenare per decenni le falde e la rada. Secondo quanto riportato in un autorevole Parere Pro Veritate reso alla società ERG Spa qualche mese fa dal chiarissimo (sicuramente molto più dell’acqua di Priolo) Prof. Avv. Vincenzo Roppo, il gruppo petrolifero di Riccardo Garrone se la dovrebbe poter cavare indennizzando 70-90 milioni di euro… briciole (un’inezia se si considera che talune fonti qualificate hanno quantificato il danno prodotto all’ambiente in non meno di 50 miliardi di euro). Questi quattrini, per di più sarebbero dilazionati in 10 anni senza interessi e con la possibilità di effettuare compensazioni con eventuali investimenti di ERG MED sul sito inquinato. Genialoidi che non sono altro (così se Garrone nell’’arco d’un decennio fa risultare d’aver investito 90 milioni di euro in impianti pseudoecologici non risarcisce più manco un cent al Ministero dell’Ambiente)..
Priolo Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con la più grande concentrazione di inquinanti e di industrie petrolchimiche d’Europa. S’è scoperto che gli scarichi degli stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio puro versato direttamente nei tombini. A Priolo uno su tre è morto di tumore. Come l’operaio escavatorista che copriva i veleni che andava a buttare. Bambini malformati nati senza ossa. Nello specchio di mare davanti allo stabilimento Enichem è stata riscontrata una concentrazione di mercurio superiore di 20.000 volte i limiti consentiti dalla legge. Se andate a Priolo è vietata la caccia (ma non è proibito inquinare).
Sento forte puzza di beffa per i siracusani. Chissà che ne pensa il Ministro dell’Ambiente la siciliana On.le Stefania Prestigiacomo. Guardacaso pure lei Siracusana doc..
Forse l’imminente stagione delle offerte speciali fa comodo anche a lei (non so se è notorio che due aziende chimiche controllate dalla Fam. Prestigiacomo - Coemi e Finche - hanno contribuito generosamente ad ammazzare l’ecosistema siciliano scialando anche loro migliaia di tonnellate di mercurio nell’ambiente). Mai prima d’ora, nella storia d’Italia, un ministro della Repubblica s’è trovato nel posto giusto al momento giusto.
Rimembro l’illuminato pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli: “il mercato punisce sempre chi sbaglia … l’ex amministratore delegato della Enron, è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi la Enron è scomparsa. Il mercato ha sanzionato”. (ma non sosteneva che “il mercato non esiste”? boh …)
Se così fosse non dovrebbe esistere più manco l’ENI (e neppure ERG e Prestigiacomo & C.).
——————————————————-
Link più o meno correlati:
Doc. pdf: “Protocollo_intesa_ENI_Minambiente”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf
- Video di Giulio Sapelli all’ENI Corporate University
http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7
http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7
- “L’Italia diffida l’Eni a pagare subito 2 miliardi di euro”
http://piemonte.indymedia.org/article/9593
- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
http://piemonte.indymedia.org/article/8981
- “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
- “Tangenti in NIGERIA: eccome come l’ENI pagava!”
http://piemonte.indymedia.org/article/5988
- “Altro casino abientale dell’ENI: Syndial AVENZA (MS)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5958
- “L’ENI avvelena il Kazakistan”
http://piemonte.indymedia.org/article/10372
- “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare un giudice ostile”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10392
- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10468
- “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”
http://piemonte.indymedia.org/article/6152
- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”
http://piemonte.indymedia.org/article/6131
- “Porto Torres al Ministero: “Toglieteci l’ENI dai coglioni”
http://piemonte.indymedia.org/article/2046
- “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5620
- “Enichem Porto Marghera”
http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php
- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.
http://piemonte.indymedia.org/article/9715
2010 Indymedia - i contenuti del prensente articolo e dei materiali editi sul portale Indymedia sono liberamente riutilizzabili, possono essere stampati e possono essere copiati in rete e altrove, a condizione che sia citata la fonte (Indymedia) e l’autore. Grazie
Novembre 4th, 2010 at 8:34 am
Dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/10521
ENI: colpo di spugna sui più gravi disastri ambientali della nostra storia.
Pronto per l’ENI un decreto “ad personam” ed un accordo riservato con il Ministero dell’Ambiente per cancellare il passato. Benefici colossali anche per Erg (sito di Priolo Gargallo).
Toglietevelo dalla testa. Non ci sarà nessuna resa dei conti per i danni causati dall’ENI a, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Priolo Gargallo, Gela, Porto Torres. Alcuni dei più gravi disastri ambientali causati dall’Eni nel nostro paese saranno cancellati con un colpo di spugna. Per sempre. Svaniranno come il gas flaring nell’aria del delta del Niger. Tanto per non farci mancare niente anche in Africa abbiamo esportato il peggior “made in Italy”. Made in Italy criminale” targato ENI. Bisogna francamente ammettere che l’Eni una bella mano a distruggere il pianeta l’ha data.
Quali sono le geniali menti che hanno concepito un Condono tombale/ambientale di tal sorta?. Eppure l’avvelenamento del territorio ha determinato la violazione di numerosissimi diritti tra cui quello alla salute, alla vita, ad un ambiente sano, a un salubre standard di vita. Chi se ne fotte del rispetto dei diritti umani, direte voi. Sta anche scritto sulla carta (e lì rimane). D’altronde è una logica conseguenza. Che ci potevamo aspettare da un’esecutivo che legifera “ad personam” e che dispensa impunità alla bisogna (tutelando chi delinque). Se pensate che lo scudo ambientale per l’ENI cade in una stagione del tutto casuale vi sbagliate di grosso. In questo particolare momento sta per incombere sull’Eni la mannaia delle Procure per gravi fatti di inquinamento. Paolo Scaroni (amministratore delegato dell’ENI) è reduce da una recentissima sentenza del Tribunale di Torino che ha pesantemente sanzionato l’ENI condannandola a pagare 1.833.475.405,49 Euro (disastro ambientale determinato da decenni di velENI nel Lago Maggiore dello Stabilimenti ENI di Pieve Vergonte).
- “Inquinamento del Lago Maggiore. Condannata l’E.N.I. Spa per disastro ambientale”.
http://piemonte.indymedia.org/article/5590
Tra non molto potrebbero aggiungersi a Pieve Vergonte decine di altri siti industriali dove l’ENI è acclarato essere stata la diretta responsabile di paurosi scempi ambientali. Vedi per l’appunto Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela, Porto Torres.
Come ne uscirà stavolta l’Eni? Direi elegantemente.
La società energetica si sta confezionando all’uopo un “Protocollo transattivo” che dovrebbe metterla al riparo da ogni contestazione. Questo protocollo dovrebbe essere siglato a breve con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT). Fonti molto ben informate che hanno potuto visionare questo delicato carteggio hanno rivelato che le bozze degli atti transattivi son già tutte pronte e potrebbero essere già controfirmate nei prossimi giorni dal Ministro Prestigiacomo e al numero uno dell’ENI.
Il documento chiave del dossier titola:
“Protocollo d’intesa per la determinazione degli obiettivi di riparazione ai fini della sottoscrizione di atti transattivi in materia di danno ambientale con riguardo ai siti di interesse nazionale di Priolo Gargallo, Brindisi, Napoli orientale, Pieve Vergonte, Crotone, Cengio, Avenza, Mantova, Gela e Porto Torres”.
Dovrebbe essere una cosa del tipo saldi di fine stagione e/o supermercato. Inquini 10 paghi 1. Risarcisci a forfè. Ecco come l’Eni dribblerà la sanzione del Tribunale di Torino (secondo la giurisprudenza è importante che ci sia una generica riparazione del danno non è importante che si paghi realmente tutto il danno).
Sulla falsariga dell’Eni è in serbo un pacchetto di offerte speciali anche per il Gruppo ERG. Come degno successore dell’ENI, a Priolo Gargallo (provincia di Siracusa) ha seguitato ad avvelenare per decenni le falde e la rada. Secondo quanto riportato in un autorevole Parere Pro Veritate reso alla società ERG Spa qualche mese fa dal chiarissimo (sicuramente molto più dell’acqua di Priolo) Prof. Avv. Vincenzo Roppo, il gruppo petrolifero di Riccardo Garrone se la dovrebbe poter cavare indennizzando 70-90 milioni di euro… briciole (un’inezia se si considera che talune fonti qualificate hanno quantificato il danno prodotto all’ambiente in non meno di 50 miliardi di euro). Questi quattrini, per di più sarebbero dilazionati in 10 anni senza interessi e con la possibilità di effettuare compensazioni con eventuali investimenti di ERG MED sul sito inquinato. Genialoidi che non sono altro (così se Garrone nell’’arco d’un decennio fa risultare d’aver investito 90 milioni di euro in impianti pseudoecologici non risarcisce più manco un cent al Ministero dell’Ambiente)..
Priolo Gargallo, Melilli, Augusta Siracusa. Una provincia con la più grande concentrazione di inquinanti e di industrie petrolchimiche d’Europa. S’è scoperto che gli scarichi degli stabilimenti non erano manco filtrati. Tonnellate di Mercurio puro versato direttamente nei tombini. A Priolo uno su tre è morto di tumore. Come l’operaio escavatorista che copriva i veleni che andava a buttare. Bambini malformati nati senza ossa. Nello specchio di mare davanti allo stabilimento Enichem è stata riscontrata una concentrazione di mercurio superiore di 20.000 volte i limiti consentiti dalla legge. Se andate a Priolo è vietata la caccia (ma non è proibito inquinare).
Sento forte puzza di beffa per i siracusani. Chissà che ne pensa il Ministro dell’Ambiente la siciliana On.le Stefania Prestigiacomo. Guardacaso pure lei Siracusana doc..
Forse l’imminente stagione delle offerte speciali fa comodo anche a lei (non so se è notorio che due aziende chimiche controllate dalla Fam. Prestigiacomo - Coemi e Finche - hanno contribuito generosamente ad ammazzare l’ecosistema siciliano scialando anche loro migliaia di tonnellate di mercurio nell’ambiente). Mai prima d’ora, nella storia d’Italia, un ministro della Repubblica s’è trovato nel posto giusto al momento giusto.
Rimembro l’illuminato pensiero dell’esimio Prof. Giulio Sapelli: “il mercato punisce sempre chi sbaglia … l’ex amministratore delegato della Enron, è stato condannato a 24 anni di carcere. Soprattutto oggi la Enron è scomparsa. Il mercato ha sanzionato”. (ma non sosteneva che “il mercato non esiste”? boh …)
Se così fosse non dovrebbe esistere più manco l’ENI (e neppure ERG e Prestigiacomo & C.).
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Link più o meno correlati:
Doc. pdf: “Protocollo_intesa_ENI_Minambiente”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/nov2010/protocollo_intesa_eni_matt_2010.pdf
- Video di Giulio Sapelli all’ENI Corporate University
http://it.tinypic.com/r/qp13ir/7
http://it.tinypic.com/r/23sya8l/7
- “L’Italia diffida l’Eni a pagare subito 2 miliardi di euro”
http://piemonte.indymedia.org/article/9593
- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
http://piemonte.indymedia.org/article/8981
- “ENI, “codice etico” e Servizi Segreti”
http://piemonte.indymedia.org/article/5520
- “Tangenti in NIGERIA: eccome come l’ENI pagava!”
http://piemonte.indymedia.org/article/5988
- “Altro casino abientale dell’ENI: Syndial AVENZA (MS)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5958
- “L’ENI avvelena il Kazakistan”
http://piemonte.indymedia.org/article/10372
- “Eni aggiusta-processi: ecco come far rottamare un giudice ostile”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10392
- “ENI fuori controllo: “fomentiamo la rivoluzione in Iran”.
http://piemonte.indymedia.org/article/10468
- “Lodo TAV – Il Gruppo Ferrovie dello Stato diffida l’ENI”
http://piemonte.indymedia.org/article/6152
- “AV/AC Milano-Verona: Consorzio Cepav2 (volponi che non siete altro)”
http://piemonte.indymedia.org/article/6131
- “Porto Torres al Ministero: “Toglieteci l’ENI dai coglioni”
http://piemonte.indymedia.org/article/2046
- “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)”
http://piemonte.indymedia.org/article/5620
- “Enichem Porto Marghera”
http://italy.indymedia.org/news/2004/02/480143.php
- “Ecco come il cartello si spartiva il business del riciclaggio batterie”.
http://piemonte.indymedia.org/article/9715
Febbraio 20th, 2011 at 12:27 pm
Dal portale Indymedia:
http://piemonte.indymedia.org/article/11741
ERG - Priolo: Vincenzo Roppo scrive a Deloitte.
Come si dice in avvocatese quando una società è nella bratta fino al collo per crimini ambientali però non è bene darlo ad intendere ai revisori che te ne chiedono conto?
Se vi girano i coglioni perchè siete moralisti e credete ancora all’uguaglianza, alla giustizia e ad altre cretinerie del genere siete pregati di non leggete questa lettera.
Dopo aver relazionato alla società di revisione Reconta Ernst & Young Spa (il 22 dicembre 2010 sulle potenziali passività di Syndial Gruppo ENI relativamente al disastro ambientale del sito industriale di Avenza-MS) ora il Prof. Avv. Vincenzo Roppo (Studio Legale Roppo & Canepa) scrive alla società di revisione Deloitte & Touche - e per conoscenza al quartier generale di ERG Spa - in ordine agli scempi ambientali cagionati a Priolo Gargallo (Sicilia) dal Gruppo di Riccardo Garrone.
Scrive l’esimio Prof. Avv. Vincenzo Roppo l’ 8 febbraio 2011:
“Oggetto: Bilancio al 31 dicembre 2010. Egregi Signori, su cortese richiesta di Erg Spa, provvedo a comunicarvi le seguenti informazioni. Il mio studio no segue controversie giudiziali di cui sia parte ERG Spa o altra società del gruppo, né sono a conoscenza di controversie di imminente inizio nei confronti di tali soggetti. Nel corso dell’anno 2009, tuttavia, ho reso due pareri in favore di Erg Raffinerie Mediterranee Spa (“ErgMed”) in merito a problematiche giuridiche concernenti il sito industriale di Priolo Gargallo oggi di proprietà di ISAB Srl (controllata al 51% da ERGMed). Il primo dei predetti pareri (reso in data 25 marzo 2009) ha riguardato le possibili responsabilità di ERGMed - in allora proprietaria del sito - per la bonifica dello stesso ed il risarcimento dell’inerente danno ambientale, essendo il medesimo caratterizzato da criticità ambientali, che hanno tra l’altro dato corso a un complesso contenzioso amministrativo. Il secondo parere (reso in data 11 dicembre 2009) invece, ha riguardato i rapporti tra ERGMed e Lukoil Europe Holding BV (azionista di minoranza di ISAB), ENI (che ha incorporato Agip Petroli, dante causa di ERG Raffinerie Mediterranee nella proprietà del sito poi trasferito a ISAB) e il Ministero dell’Ambiente con riferimento alla ripartizione della responsabilità ambientale per l’inquinamento del sito. ERGMed e ISAB infatti, potrebbero essere chiamate a rispondere in parte e se del caso solidalmente nei confronti del Ministero dell’Ambiente degli oneri di bonifica e del risarcimento dei danni ambientali dipendenti dall’inquinamento del sito. Inoltre, le passività eventualmente sostenute a questo riguardo chiamerebbero in gioco sia le dichiarazioni e garanzie rese da Agip Petroli a ERGMed al momento dell’acquisto del sito, sia le dichiarazioni e garanzie rese da ERGMed a Lukoil Europe Holding in relazione al trasferimento a quest’ultima di una quota di capitale di ISAB. Nel secondo parere, pertanto, l’interazione di tutti questi profili è stata oggetto di valutazione, muovendo anche da un’ipotesi di accordo transattivo che il Ministero dell’Ambiente aveva ventilato. Infine, nel corso dell’anno 2010, mi è stato chiesto di comunicare a ERGMed una quotazione di compenso con riferimento all’attività di assistenza che avrebbe potuto essermi richiesta in relazione alla eventuale negoziazione di una possibile soluzione conciliativa con tutti i soggetti coinvolti nella vicenda; quotazione che ho comunicato senza che vi sia però stato sino ad oggi un seguito. In ogni caso maggiori informazioni su tutto quanto sopra possono ovviamente essere rinvenute tramite la lettura dei pareri che ho citato, mentre la natura pareristica dell’attività da me svolta e il limitato numero di informazioni che ho conseguentemente esaminato, non mi consentono di fornire indicazioni circa la consistenza del rischio di ERGMed di andare incontro ad effettive passività in relazione alle problematiche quì evidenziate e tanto meno di ipotizzare una quantificazione economica dei possibili pregiudizi, considerato anche che la questione si pone nell’ambito di un quadro normativo e fattuale estremamente complesso. Per quanto occorrer possa, aggiungo, poi, che i miei onorari per l’attività sin qui svolta sono stati integralmente pagati. Restando in ogni caso a disposizione per eventuali chiarimenti, invio i miei migliori saluti. Prof. Avv. Vincenzo Roppo.“
Gli onorari al Prof. Roppo son stati integralmente pagati. Questa è una buona notizia. Ben per lui.
Invece gli ingentissimi danni causati da ERG, ENI e le altre industrie petrolkiller a tutti i siciliani, all’ambiente, all’ecosistema, a tutti gli italiani… quando lo saranno?
Garrone pensa di lavarsi la coscienza con 90 milioni di euro. Posto che non esiste risarcimento al mondo che possa ripagare i crimini e gli scempi perpetrati per oltre mezzo secolo a Priolo Gargallo, ci dica Egreggio Professore (petrolchimicamente parlando) i siciliani quando saranno “integralmente” pagati?
Si quando? Almeno saperlo.
Chiediamo t-roppo?
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Doc. pdf: “Lettera_Roppo_ERG_Deloitte_Priolo_Gargallo”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/lettera_roppo_erg_priolo_gargallo.pdf
Doc. pdf: “Parere_Roppo_ERG_Priolo_Gargallo”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/feb2011/parere_roppo_erg_priolo_gargallo_nov_09.pdf