Acerra come Kabul, la barzelletta continua

Acerra inceneritoreHo visto le immagini dell’inceneritore di Acerra presidiato dai militari dell’Esercito Italiano e l’impressione è stata quella di essere a Kabul o in una qualche zona militarizzata del Medio Oriente.

Soldi pubblici per presidiare un cosiddetto “sito di interesse strategico nazionale”? Proprio così. Soldi nostri spesi per tutelare interessi privati (quelli che ruotano intorno al business dell’incenerimento) ai danni dell’interesse collettivo.

Un paradosso? In piena regola. Ma non basta. Presto scenderanno in campo anche gli alpini per difendere la barzelletta-paradosso. D’altronde gli alpini “non hanno mai detto no alla Patria” che chiama.

Già, siamo nel pieno di un paradosso-barzelletta, visto che nel frattempo le promesse di Berlusconi rimangono tali.

“L’emergenza rifiuti finirà presto” aveva detto, ma tanto sì sa, gli italiani e i media hanno la memoria corta e il presidentissimo gioca su questo.

Tra una blocca-processi, una salva-premier e un attacco alla magistratura il presidente di tutti gli italiani trova il tempo per andare a Napoli per incotrare Bertolaso e i sindaci dei comuni interessati dall’emergenza rifiuti.

Comuni dove la situazione è drammatica (vedi Acerra, dove la fontana in piazza è diventata una mini-discarica cittadina) e non sarà certo l’arrivo dei bersaglieri, degli alpini o dei corazzieri a risolvere il problema.

Difendere militarmente un impianto posto sotto sequestro dalla magistratura e realizzato senza alcuna valutazione di impatto ambientale da un consorzio di imprese sotto processo “per truffa ai danni dello Stato”, è una cosa a dir poco discutibile, ma ciò che è veramente impressionante è la quantità di polvere alzata su una vicenda al semplice scopo di obnubilare agli occhi dei più le soluzioni reali, a vantaggio di soluzioni forti che gonfiano sì i muscoli del governo, ma che umiliano l’intelligenza di tutti cittadini campani.

Le soluzioni sono la raccolta differenziata, la riduzione a monte degli imballaggi, l’utilizzo di pratiche efficienti come l’impiego dei detersivi alla spina; una serie di azioni virtuose che dovrebbe terminare, in ultima istanza, nella pratica dell’incenerimento (meglio ancora del trattamento meccanico biologico, privo di impatto ambientale e molto meno costoso) e non con la promozione di quest’ultima fase a soluzione unica e indiscutibile, da difendere a tutti i costi. Anche con la forza.

Una pratica quella dell’incenerimento premiata addirittura con gli incentivi che dovrebbero andare alle rinnovabili - vedi Cip6 - e che lasceranno la Campania per sempre in questa situazione. Impedendogli di investire seriamente in soluzioni alternative.

Infatti quando bruciare i rifiuti viene reso (sottolineo reso) così conveniente perché qualcuno - a partire dalle istituzioni - dovrebbe ricercare altre vie?

Già, perché l’ultima delle barzellette possibili, e cioè quella relativa a questa fantomatica emergenza rifiuti - che va avanti da 15 anni, quindi di che emergenza stiamo parlando? - potrebbe essere smacherata con quattro parole e risolta non con misure d’emergenza - in quanto emergenza non è, c’è una bella differenza infatti tra fase acuta e fase cronica -, ma bensì con azioni che vanno ad agire sul lungo termine e sul benessere dei cittadini innanzitutto. Perché di lungo termine stiamo parlando e di interesse pubblico anche. No?

Agora Magazine

Pupia Tv

Il Velino

Repubblica Napoli

Foto Kliò via Flickr

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Un commento a “Acerra come Kabul, la barzelletta continua”

Ezy Dice:

L’inceneritore nasce con te. Meno Male Espedito C’è …
http://www.menomalespeditoce.tk

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