Niente ministero dell’ambiente? Se fossimo un paese civile…

TotòÈ decisamente molto presto per cercare di tracciare gli scenari di quelle che potranno essere le politiche ambientali del nuovo governo. Come prima cosa sarà interessante capire dove andrà a collocarsi una competenza che sembra si accinga a perdere un ministero di riferimento: quella sull’ambiente.

È solo un passatempo, ma a vedere i toto-ministri si direbbe che possa sparire o finire (oggi, ma tutto potrebbe cambiare nel giro di poche ore) accorpato alle infrastrutture. Un male? Non necessariamente.

La tematica è per sua natura trasversale e quindi l’esistenza di un dicastero dedicato non è di per sé la garanzia del fatto che in ogni settore delle politiche nazionali vi sia un approccio ugualmente attento ai temi ambientali.

Si potrebbe supporre che la presunta (al momento) scomparsa del ministero dell’ambiente preluda a una generale assunzione di “responsabilità ambientale” da parte di tutti i ministri per le loro rispettive competenze. Viene da ridere, visto anche come brillava, in tal senso, l’esecutivo uscente.

Ma sono comunque considerazioni accademiche, come lo sono in questo momento le domande che ci si potrebbe porre ad esempio rispetto al futuro delle politiche sull’energia, sulle infrastrutture e ancora di più sulla gestione del territorio e sulla tutela dell’ambiente.

Difficile distinguere tra argomenti elettorali che ancora risuonano negli orecchi e intenzioni (o possibilità) reali. Nucleare? In un paese dove c’è chi si mobilita contro una tecnologia innocua come l’eolico? Vero che non c’è mai fine al peggio, ma insomma…

C’è però un modo forse più produttivo di prepararsi agli scenari futuri. Vedere cosa è stato fatto in passato. Il terzo esecutivo di centro-destra sembra possa essere costituito da un bel po’ di facce note.

Si può immaginare che le stesse persone siano protagoniste di sorprendenti cambiamenti di rotta? Non è quindi un esercizio sterile andarsi a rileggere un libro come “Politica e ambiente. Bilancio della legislatura 2001-2006″. Il lavoro coordinato da Gaetano Benedetto per il WWF Italia fornisce un quadro dettagliatissimo di quelle che furono le politiche in materia di ambiente attuate dal precedente governo Berlusconi.

Ci sono buoni motivi per pensare che si tratti di una lettura propedeutica. Sperando, ovviamente, di sbagliarci.

Marco Moro - Edizioni Ambiente

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Un commento a “Niente ministero dell’ambiente? Se fossimo un paese civile…”

VerdeNero » Blog Archive » Prestigiacomo, habemus ministro dell’ambiente Dice:

[...] niente accorpamento con il ministero delle infrastrutture, ma stesse preoccupazioni [...]

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