Mozzarella alla diossina, la bolla istituzionale

bolla sapone

Capisco la necessità di difendere l’economia dei prodotti “made in Italy”, ma definire una bolla mediatica - così l’ha chiamata il ministro delle politiche agricole Paolo De Castro - il caso della contaminazione da diossina della mozzarella di bufala campana dei giorni scorsi, mi sembra un’esagerazione. Anzi, per dirla con le sue parole mi sembra una bolla istituzionale.

Stamattina, infatti, si è tenuta una conferenza stampa di “rassicurazione” presso il ministero nel corso della quale si sono tutti prodigati affinché fosse chiaro un fatto: non esiste un caso mozzarella di bufala.

In sostanza si gioca con le parole. Sentite cosa dice De Castro mentre parla del blocco delle importazioni in Giappone: “Non c’è nessun blocco, ma solo una preoccupazione di questi Paesi di fronte a questa enorme bolla mediatica: è solo un blocco temporaneo legato all’acquisizione di dati, non ci sono analisi che abbiano individuato qualcosa”.

Insomma, è chiaro no?! Non c’è nessun blocco, c’è solo un blocco temporaneo…

E’ chiaro che sono il primo a non volermi accanire su un comparto che si trova in una situazione difficile dal punto di vista economico e occupazionale. Penso che sia interesse di tutti che la mozzarella sia sicura e libera da contaminazioni, ma non si può certo accusare la stampa di aver montato un caso.

La contaminazione dei circa 80 allevamenti coinvolti nei controlli effettuati dai Nas è una contaminazione che nasce con il problema rifiuti. E lo scandalo del loro interramento è un dato di fatto che va avanti dai primi Anni 90.

Da allora tonnellate di monnezza sono finite nei terreni del Casertano e del Napoletano contaminando irrimediabilmente le falde acquifere.

Da allora ben poco è stato fatto, e non è certo colpa degli organi di stampa, ma semmai di chi era preposto a vigilare. Insomma, quelli delle bolle istituzionali.

Fatevi quattro risate. Sembra che la mozzarella di bufala Dop sia uno dei prodotti maggiormente controllati. Volete sapere qual è la percentuale di prodotto sul quale vengono effettuati i controlli? Circa il 20%. Un po’ pochino, non vi sembra?!

E visto che i controlli negli ultimi anni si sono intensificati cerco di farmi una mezza idea di quanto fossero “intensi” 15 anni fa.

Inoltre, considerando come gli organi preposti hanno vigilato sul territorio campano per assicurare che non ci fossero sversamenti di rifiuti, non oso immaginare che destino sia stato riservato a tutto il resto…

Leggi Mozzarella, De Castro: “Montato un caso che non esiste”.

Foto Flickr.

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Un commento a “Mozzarella alla diossina, la bolla istituzionale”

VerdeNero » Blog Archive » Mozzarella, i motivi della paura Dice:

[...] Ritengo che l’allarmismo non giovi a nessuno, ma su questa vicenda della mozzarella di bufala campana contaminata da diossina mi rimane sempre qualche perplessità. Perplessità che ho già espresso tempo fa. [...]

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