Sequenze di memoria, intervista a Macchiavelli
Come è stato per i Wu Ming e per Licia Troisi, ho contattato Loriano Macchiavelli per parlare di Sequenze di memoria, un classico del giallo ripubblicato il 4 marzo da VerdeNero. L’intervista è dedicata principalmente alla questione socio-ambientale tanto cara alla nostra collana. Per un’intervista sul romanzo dovrete invece aspettare Punto Sostenibile, la newsletter di Edizioni Ambiente che uscirà a fine mese.
Emiliano Angelelli: Parliamo di “Sequenze di memoria”, un classico del giallo che grazie a VerdeNero torna a nuova vita. Quanto c’è di ambiente nella storia di Ricotta?
Loriano Macchiavelli: Nel mio progetto di romanzo c’erano due grandi temi, universali. La memoria (che spesso porta alla morte) e l’ambiente. (che sta morendo). Spero di esserci riuscito e soprattutto che il lettore avverta i temi.
E.A.: Ci puoi raccontare come è nato il connubio tra “Sequenze di memoria” e VerdeNero?
L.M.: Da VerdeNero mi è stato richiesto un romanzo che raccontasse la lotta quotidiana contro il disastro ambientale e gli sporchi interessi di intere (e purtroppo vaste) categorie umane. Mi mancava il tempo per scriverlo e mi sono ricordato di “Sequenze di memoria” un romanzo che, con l’ottica del tempo passato, considero oggi uno dei primi polizieschi italiani, se non il primo, che si occupi dei problemi ambientali.
E.A.: La storia nasce da un’esperienza legata al tuo vissuto personale?
L.M.:Sì. Quando, dopo molti anni, capitai nel paese dove sono nato, mi prese una gran tristezza. Quasi da lacrime. Il mio mondo era irriconoscibile. Nel paesaggio e nelle persone. “Sequenze di memoria” è nato in quel momento.
E.A.: Che effetto fa scoprire che un romanzo scritto molti anni fa si è ancora oggi d’attualità nelle tematiche?
L.M.: Anche qui tristezza. Ci si illude sempre che le cose cambino, che gli uomini che contano si rendano conto del disastro che stanno combinando, si fa ciò che è in proprio potere e si scopre l’inutilità della lotta contro l’economia del disastro.
E.A.:Si può dire che si tratta di un libro che in qualche modo precorre i tempi (se è vero che un tema come questo è oggigiorno più che mai attuale)?
L.M.: Purtroppo non li precorre. Quando mi sono accorto del disastro del mio paese, il disastro era già avviato e destinato a peggiorare. Precorrere vorrebbe dire arrivare prima, in tempo. Qualunque cosa si faccia ora, il disastro è lì e ci guarda con il ghigno indifferente di chi lo ha maggiormente provocato.
E.A.: Scrivi: “Sarebbe bello trovare l’assassino universale”. “Sequenze di memoria” ci riesce?
L.M.: No, non ci riesce. Ma non è questo il punto. Il puntò è che tutti sappiamo chi è l’assassino universale e lo lasciamo libero di continuare a uccidere.
E.A.: Qual è il tuo rapporto con l’ambiente? Fai la raccolta differenziata?
L.M.: Faccio quel poco che riesco per preservare quel poco che resta.
E.A.: Anche sulla base della tua esperienza personale, legata al territorio in cui vivi, quanto è drammatica oggigiorno, secondo te, la questione ambientale nel nostro Paese?
L.M.: Credo che, dalle precedenti risposte, si capisca il mio pessimismo. Che non è pessimismo, ma realismo. Guardiamoci attorno, ragazzi!
E.A.: Nel tuo romanzo emerge anche il ruolo dei politici, complici del disastro ambientale di cui si parla in “Sequenze di memoria”. Quanta parte ha la politica nella risoluzione dei problemi legati all’inquinamento del suolo, della terra e dell’aria, e quanta parte abbiamo noi cittadini? E’ giusto puntare il dito contro le istituzioni o sarebbe forse il caso di fare tutti un bell’esame di coscienza?
L.M.: Be’, se i politici, che sono coloro ai quali demandiamo il rispetto dei nostri diritti e la tutela del patrimonio mondo, non fanno nulla, decidiamoci e pensiamoci noi. Facciamo qualcosa.
E.A.: Pensi che un progetto come VerdeNero possa essere utile a sensibilizzare i lettori su un tema delicato come l’ambiente? E soprattutto trovi azzeccata la scelta di utilizzare un genere come il giallo o il noir?
L.M.: In teoria potrebbe servire a sensibilizzare. Se non che, accantonato il romanzo dopo la lettura, non vorrei che si accantonasse anche il problema. Il romanzo, in particolare il romanzo d’indagine, sta attraversando un momento di particolare interesse del pubblico. Utilizzarlo è una delle possibilità.





Aprile 7th, 2008 at 1:10 pm
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