Ma quanto è liquida l’(eco)mafia?

liquido

La mafia è liquida, lo dice Francesco Forgione nella relazione della Commissione parlamentare antimafia, da lui stesso presieduta, dedicata alla ‘Ndrangheta.

Ma perché liquida?

Perché a suo agio tra passato e futuro, tra antico e moderno, tra locale e globale, tra il classico controllo “militare” del territorio e le sue propaggini negli ambienti della politica e delle istituzioni pubbliche.

Una mafia che senza i soldi pubblici non sarebbe mai diventata quello che è attualmente.

E in questo contesto cosa rappresenta l’ecomafia?

L’ecomafia è una delle voci più importanti, dall’abusivismo edilizio alla gestione illegale dei rifiuti. E “se si matura un disastro ambientale dopo l’altro” scrive Antonio Pergolizzi dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e legalità di Legambiente “è solo perché dietro ai criminali si assiepa quella borghesia mafiosa che compare in ogni indagine, in ogni processo”.

Ma non solo, aggiungerei io. L’(eco)mafia è liquida soprattutto perché convive nella società civile a tutti i livelli. A partire dalle istituzioni, passando per la cosiddetta “borghesia mafiosa”, fino ad arrivare ai semplici cittadini. Un concetto semplice espresso dai Wu Ming: “tutti noi siamo ecomafiosi, chi più chi meno”.

Partendo da questo presupposto possiamo fare solo passi avanti. Riconoscendo proprio dentro di noi quanto sia liquida l’(eco)mafia. E iniziando così a combatterla dove è più facile sconfiggerla.

Leggi Mafia Liquida di Antonio Pergolizzi.

Foto Flickr.

Tags: , , ,


Lascia un commento