I dannati di Malva, intervista a Licia Troisi
Promessa mantenuta. Proprio in occasione dell’uscita de I dannati di Malva - esce oggi, correte in libreria a comprarlo! -, ecco l’intervista a Licia Troisi. Simpatica e disponibile, Licia mi ha tolto molte curiosità sul suo nuovo romanzo, ma non abbiamo parlato solo di questo. Andate avanti e lo scoprirete.
Emiliano Angelelli: Com’è nata l’idea di collaborare con la collana VerdeNero?
Licia Troisi: Sono stata contattata da Verdenero, che voleva aprire a un genere che fosse diverso da quello noir. Mi hanno chiesto fin da subito di esprimermi tramite il fantasy, e l’idea mi è piaciuta immediatamente. Del resto, il fantasy è uno dei generi che più soffre di accuse di autoreferenzialità e di scarso interesse alle tematiche contemporanee; cercare di contraddire questa tesi mi interessava molto
E.A.: Di cosa parla questo romanzo?
L.T.: Di rifiuti tossici, ma anche di tutto ciò che una società tecnologica si lascia dietro nella sua corsa inarrestabile; scorie quindi in senso lato, che si tratti di veleni o di persone che vengono emarginate. E del prezzo che si paga per avere determinati standard di vita. Ho cercato di esprimere il tutto tramite un’ambientazione nuova per i miei standard, quella di Malva, una città di vetro e metallo insidiata dalla Foresta. La sua vita si svolge su due livelli: quello superiore, arioso e pulito, dove gli umani conducono una vita agiata, e quello sotterraneo, sporco e malsano, dove lavorano gli schiavi. Il protagonista è un mezzosangue, che vive a cavallo dei due mondi, e che sarà costretto a fare i conti con la propria identità quando l’equilibrio tra quartieri alti e bassi verrà rotto.
E.A.: Quanto è stato difficile legare il tema dei rifiuti e delle ecomafie alle ambientazioni fantasy tipiche delle tue storie?
L.T.: Non particolarmente. In fin dei conti nei miei libri l’ambientazione è senza dubbio fantasy, ma le tematiche sono strettamente connesse al mio vissuto, spesso persino all’attualità (l’accettazione del diverso nelle Cronache, il fanatismo nelle Guerre). Stavolta ho soltanto dovuto documentarmi un po’ di più, perchè il messaggio arrivasse più chiaro e immediato.
E.A.: Chi sono i dannati di Malva? Quanto la finzione della tua storia si avvicina alla realtà drammatica dei nostri giorni? O meglio, quanti spunti reali ci sono in essa? Sei stata influenzata in qualche modo nella scrittura de I dannati di Malva dalle storie drammatiche che vengono ogni giorno dalla Campania?
L.T.: I Dannati sono tutti coloro che non possono permettersi l’agio; lo rendono possibile, esso è materialmente frutto delle loro mani, ma non ne godono, e anzi ne sopportano il rovescio della medaglia. Credo che ciascuno di noi, a seconda della situazione, possa essere un dannato o uno degli umani dei quartieri alti. L’idea è di rendere la metafora valida su più livelli. Ovviamente ho cercato di ispirarmi alla realtà, ai rapporti di forza che vigono nel nostro mondo. Probabilmente maturavo una storia del genere da molti anni, fin da quando, studentessa delle superiori, per la prima volta mi trovai a confrontarmi con i rapporti Nord-Sud del mondo. Malva per alcuni versi, certo, è anche la Campania. Una caratterista del mondo globalizzato è che gli stessi problemi si ripresentano a scale differenti; nazionale (la Campania) e internazionale (il traffico di rifiuti tossici verso i paesi del terzo mondo)
E.A.: Ti consideri una persona sensibile ai temi ambientali? Fai la raccolta differenziata?
L.T.: Cerco di esserlo. Da bambina, verso i sei anni, ho vissuto una fase di acuta attenzione ai temi della tutela dell’ambiente. Mi preoccupavo tantissimo per il destino della terra. Negli anni ho cercato di mantenere questa vena, anche se mi rendo conto di essere ben lontana dall’eccellenza. Il periodo di cui vado più fiera sono i tre mesi che ho vissuto a Monaco di Baviera: prendevo solo i mezzi e avevo quattro cassonetti diversi per la raccolta differenziata. Adesso cerco di fare del mio meglio. Ho una cucina minuscola, ma ho ritagliato il posto per i cassonetti per l’umido, la plastica e la carta.
E.A.: Come hai vissuto il dramma dei rifiuti a Napoli? Quanto credi possa fare influenzare in concreto le persone un progetto come VerdeNero o la letteratura in generale su temi delicati come questi (parlo naturalmente in termini di sensibilizzazione)? Quanto consideri importante il fatto che scrittori impegnati in generi di scrittura molto diversi tra di loro, come quelli che hanno aderito a VerdeNero, si uniscano e concentrino le loro energie sui temi socialmente rilevanti come questi?
L.T.: L’educazione è la base di ogni cambiamento. Non sono una massimalista, credo nel mondo cambiato un pezzetto alla volta. Per questo ritengo che ogni progetto volto a cercare di cambiare la testa delle persone, o anche solo informarle, renderle consapevoli, sia un piccolo passo avanti, ma un passo avanti decisivo. Sicuramente la letteratura ha anche questo scopo; c’è certamente bisogno di discorsi sui massimi sistemi, ma l’uomo vive immerso in una realtà con la quale poi deve fare i conti ogni giorno.
Il problema della Campania mi colpisce duplicemente; da una parte mi interessa perchè fa parte dell’affresco che ho cercato di dipingere ne I dannati di Malva, e poi perchè io sono di origini campane, sono una delle poche persone di famiglia che non sia nata in Campania. Sentire il nome di luoghi che mi sono cari, perchè li conosco e perchè lì sono le mie radici, associate ad una storia tanto assurda e terribile mi fa davvero male
E.A.: Immagino che per una paladina del fantasy come te, questa sia un’esperienza assolutamente nuova. Dopo I dannati di Malva credi che avrai ancora voglia, in futuro, di cimentarti in esperimenti simili?
L.T.: Perchè no? È stata una bella esperienza, e, fatto non secondario, mi sono divertita e ho imparato cose nuove. È sicuramente possibile che in futuro, se mi ricapiterà l’occasione, proverò a replicarla.
Ora non vi resta che fare una gran corsa ad accaparrarvi la vostra copia de I dannati di Malva. Per i pigri c’è la possibilità di ordinarla dirattamente da internet sul sito di Edizioni Ambiente.
Tags: I dannati di Malva, intervista, Licia Troisi





Febbraio 26th, 2008 at 9:17 am
[...] tempo per curare il blog, per cui vi ricordo solo che escono I Dannati di Malva e vi segnalo questa mia intervista al riguardo. Poi, se ci riesco, dopo ci risentiamo Ah, e per chi può e vuole, ci vediamo stasera [...]
Febbraio 26th, 2008 at 7:16 pm
Fantastica l’intervista ! Non saprei propio che dire … Grande Licia ! Domani corro a prendere il tuo libro ….
Febbraio 26th, 2008 at 11:16 pm
Stupenda come al solito, non vedo l’ora di comprare il tuo libro, ma aspettero’ fino a sabato per comprarlo alla fnac durante la tua presentaziona.
Ciao Licia
Marzo 4th, 2008 at 2:16 pm
[...] “In genere le presentazioni Verdenero mi mettono sempre un po’ di agitazione addosso” scrive Licia Troisi sul suo blog. “È che non stai solo presentando un libro, stai anche cercando di sensibilizzare il lettore su un determinato tema, e la cosa mi trasmette sempre una certa sensazione da interrogazione a scuola”. Invece è andato tutto bene. Licia se l’è cavata egregiamente e la presentazione de I dannati di Malva, che si è tenuta sabato alla libreria Fnac di Milano, è stato un successone. Con i lettori in fila per quasi un’ora, al termine dell’incontro, a chiedere autografi. Stesso discorso per Mantova dove Licia è intervenuta nel corso di Comics & Games 2008. MI dispiace di aver mancato l’incontro di Milano, ma non mancherò sicuramente quello di Roma, previsto per il 13. Poi vi farò sapere meglio. Qui trovate un resoconto di Mantova. Mentre sul blog di Licia qualche notizia in più su Milano. Leggi anche I Dannati di Malva, intervista a Licia Troisi. [...]
Marzo 10th, 2008 at 8:22 am
[...] Licia Troisi presenta a Roma I dannati di Malva. Appuntamento giovedì 13 marzo alle 18.30 alla Fnac di Roma, in via Alberto Lionello 21. Per quello che mi riguarda ci sarò sicuramente per incontrare Licia. Se qualcuno dovesse mancare a questo appuntamento, sappia che farò un bel resoconto dell’incontro sul blog, se possibile accompagnato da anche da qualche scatto della mia digitale. Leggi anche I dannati di Malva, intervista a Licia Troisi. [...]
Marzo 14th, 2008 at 5:30 pm
[...] Leggi anche I dannati di Malva, intervista a Licia Troisi. [...]
Marzo 17th, 2008 at 9:45 pm
nessuno scrive come te , sei ineguagliabile , una vera imperatrice del fantasy adesso raccimolerò un pò di soldi per comprare i dannati di Malva e se è bello come gl’altri non ci metterò molto a finirlo
Marzo 18th, 2008 at 4:53 pm
[...] è stato per i Wu Ming e per Licia Troisi, ho contattato Loriano Macchiavelli per parlare di Sequenze di memoria, un classico del giallo [...]
Aprile 21st, 2008 at 5:40 pm
ciao!
voglio informarvi che a Rimini, dal 20 al 22 giungo si terrà il Festilval “Mare di Libri - Festival dei ragazzi che leggono”, il primo in Italia dedicato ai giovani adulti, e ci sarà anche Licia Troisi, tra gli altri autori!
spero che ci sarete!
Giugno 18th, 2008 at 5:22 pm
Ciao Licia. Purtroppo ho scoperto i tuoi fantastici libri solo l’anno scorso, ma ho divorato le due trilogie “cronache del mondo emerso” e “le guerre del mondo emerso”! Nella prima ho pianto perché credevo che Nihal stesse morendo. Ho provato grandi emozioni e questo solo perché sei una scrittrice eccezionale. Spero tanto di poterti incontrare.
Davina
Luglio 13th, 2008 at 10:58 pm
“IL PITTORE CHE DIPINGE LA STORIA”
Le tele di Gaetano Porcasi: “il pittore che dipinge la storia” sono uniche, oltre che per i temi di impegno e di denuncia sociale trattati, anche per la tecnica ed i colori mediterranei da cui traspare un intensa “sicilianità ” . La mostra itinerante del 2003 sulla strage di Portella delle Ginestre ha rivelato l’elevato livello culturale dell’indagine pittorica di Porcasi e l’attualità dei temi trattati. Quel che accade nella Sicilia del 1947 quando i contadini occupavano le terre incolte che volevano seminare per sfamarsi scontrandosi con i proprietari terrieri difesi dai gabelloti mafiosi, accade oggi in Brasile dove i campesinos “senza terra” vengono assassinati dai vigilantes armati dai proprietari terrieri che erigono mura in difesa dei campi incolti. Nell’immobile “fotogramma” di una tela, desueto per la civiltà delle immagini che attualmente viviamo, l’autore riesce a trasferire il patos degli eventi ed i personaggi scaturiscono come prodotto puro della sua tensione morale, suscitando intense emozioni. A far da contrappunto alle pitture storiche che raccontano gli assassini di mafia, i paesaggi di una Sicilia solare con i fichidindia, le agavi, le ginestre, gli ulivi, le arance, i limoni; patrimonio di una terra baciata da Dio e calpestata dagli uomini. Infinite le tonalità dell’azzurro con le quali Porcasi dipinge il cielo della sua terra, è da lì che ha inizio il suo viaggio nel tempo. Le pagine della storia della Sicilia, sono scritte con il sudore e il sangue dei contadini che hanno dovuto combattere a mani nude per conquistare la terra e la libertà. Le bandiere rosse, simbolo della lotta dei lavoratori d’ogni tempo si fondono con il tricolore. In fondo è un’epopea italiana, mediterranea quella che l’autore ci racconta. Bandiere rosse e tricolore sullo sfondo di cieli di un azzurro struggente che nelle opere di Porcasi cambia di tonalità a seconda degli eventi, delle stagioni, degli umori degli uomini e delle loro azioni. Testimonianza questa dell’appartenenza dell’anima al tempo ed ai suoi mutamenti. Solo la natura rigogliosa tipica di questa terra, bella, solare e mediterranea, sembra rimanere immutata, muta ed immutabile testimone degli eventi e del trascorrere del tempo. Qui gli uomini sono solo “accidenti”. In questo l’artista opera come una divisione metafisica tra la natura: flora e fauna volte naturalmente al bene ed alle leggi immutabili (naturali) e l’uomo che quando è protagonista, è anche trasgressore per interessi di parte, per egoismo sfrenato, dell’armonia del creato, attore di violenza. C’è un’anima naturalistica dell’autore che può spiegarci l’impegno di Porcasi sul fronte ecologista in difesa della terra dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che gli è costato persecuzioni e denunce da parte del potere costituito. Numerose, le analogie con i dipinti di Renato Gattuso rilevati dai critici d’arte nelle opere pittoriche di Porcasi. Oltre al realismo cromatico viene invocata la sicilianità, che appare condivisa aldilà delle tecniche utilizzate, con il grande maestro di Bagheria. Il verde dell’albero d’arancio amaro con le sue foglie di un verde acceso, le spine che nascono dai rami, così come i frutti colorati di un “colore arancio” dalle tonalità cromatiche rare, testimoniano, aldilà della semplice raffigurazione cromatica anche un’indagine psicologica complessa. Dal ramo, comune sorgente, scaturiscono frutti succosi e spine, proprio come accade nella vita degli uomini, che ogni giorno sono protagonisti della storia nel bene e nel male. La sicilianità in Gaetano Porcasi, diventa allora metafora della vita, e pretesto per raccontare storie mediterranee dal contenuto universale. L’artista dipinge con un linguaggio non criptato, facilmente comprensibile a tutti, dipinge con il cuore. Aldilà delle considerazioni “etiche” resta una riconoscibilità immediata delle tele di Gaetano Porcasi, che, nell’arte d’ogni tempo, è patrimonio dato a pochi artisti. Taluni restano sorpresi nel constatare la giovane età dell’autore, dietro queste opere d’arte che sanno di maturità piena. Il futuro, per questo “siciliano puro” non sarà un semplice accidente, ma qualcosa di straordinariamente importante per il mondo dell’arte.
Giornalista e critico d’arte
Cosmo Di Carlo
pittore antimafia http://www.gaetanoporcasi.it
Febbraio 17th, 2009 at 12:44 pm
[...] a se stesso. Secondo lei potrebbe parlare anche d’altro - penso all’esperimento della collana Verdenero con la Troisi? L’idea che il fantasy sia un genere fine a se stesso è un’idea molto italiana e [...]
Marzo 29th, 2009 at 3:45 pm
Ciao a tutti! Ho finito da poco di leggere i Dannati di Malva e lo trovo un libro bellissimo. Vorrei sapere se ci sarà un seguito… Lo spero proprio!
Sara
Marzo 30th, 2009 at 4:32 pm
Lo speriamo anche noi, anche se gli impegni di Licia sono molteplici, ma non disperiamo
Dicembre 26th, 2009 at 3:46 pm
ciao Licia! ho cominciato a leggere i tuoi libri quando avevo 10 anni, e anche adesso che ne ho 13 ancora mi appassionano! ho letto tutte le saghe delle cronache e i sono perfino messa a piangere quando è morto laio…davvero, sei incredibile, mi era sembrato di essere nihal e di vederlo spirare…aster è incredibile come antagonista..lui e il suo amore per il mondo emerso. poi ho letto anche le guerre e mi sono piaciute moltissimo, soprattutto perchè mi ricosco in dubhe. poi ho letto le leggende, e devo dire che l’idea del morbo è fantastica!! adesso attendo di leggere i dannati di malva, e sono sicura che sarà fantasico!
Dicembre 26th, 2009 at 3:50 pm
ciao licia, sei davvero fantasica!! ho letto tutte le tue saghe del mondo emerso, dalle cronache alle guerre alle leggende (a parte il 3 che deve ancora uscire)…è stato fantastico!! aster nelle cronache mi ha colpito moltissimo! sarà strano, ma è il mio personaggio preferito insieme a ido e laio ( sigh…), poi anche le guerre sono fantastiche, duche mi assomiglia un sacco e ti giuro che ho amato sarnek XD. per le leggende sei stata incredibile! da san non me lo sarei mai immaginata…=( poi l’idea del morbo ed il fatto che adhara sia un esperimento è fantastico!! ho letto anche la ragazza drago, e devo dire che sei proprio fantastica, non deludi mai!! continua così!!!