Previsioni del tempo, intervista ai Wu Ming

Come vi avevo promesso ecco l’intervista che ho fatto qualche giorno fa ai Wu Ming. Si parla naturalmente di Previsioni del tempo, appena uscito per VerdeNero, ma anche di rifiuti, ambiente e mobilitazione collettiva. Non ve la perdete.
Emiliano Angelelli: Cosa vi ha spinto a collaborare con Edizioni Ambiente per la collana VerdeNero?
Wu Ming: L’interesse per le tematiche in senso lato ambientali è di lunga data, costituisce uno degli elementi fondativi della nostra poetica. Il nostro primo libro a parlare di emergenza rifiuti è Guerra agli Umani, che risale a cinque anni fa. Dei problemi relativi alle deiezioni bovine si tratta ampiamente in Free Karma Food, di due anni fa. I Trecento Boscaioli dell’Imperatore è un lungo racconto che potete trovare liberamente scaricabile nel nostro sito, come del resto i due romanzi citati prima. Molti numeri di Giap!, la nostra newsletter telematica, erano costruiti a partire da quelle tematiche. Quella ambientale è la madre di tutte le emergenze. Progetti come quello pensato da Edizioni Ambiente sono lodevoli e necessari.
E.A.: Vi posso chiedere qualche anticipazione sulla trama di “Previsioni del Tempo”?
W.M.: Si tratta di un lungo racconto on the road che mette sotto l’obiettivo gli effetti sulla mente sociale e individuale dell’emergenza rifiuti, intesa in un senso molto ampio, quasi “spirituale”. E’ un lungo viaggio nella penisola dove affiorano fantasmi simili a esalazioni, dove i personaggi incontrano la retribuzione delle azioni precedenti, dove lo scenario è quello di un sistema-mondo, oltre che di un sistema-paese, ecocriminale ed ecocriminogeno.
E.A.: So che ci tenete a chiarire che “Previsioni del tempo” non è un altro “docuromanzo” alla Saviano, ma solo e unicamente un racconto dedicato al tema dei rifiuti. Secondo la vostra opinione che ruolo può avere una storia di fantasia come la vostra - o in generale come quelle pubblicate dal progetto VerdeNero - nella mobilitazione delle coscienze?
W.M.: La narrazione può essere un mezzo potente. Può mettere di fronte allo specchio le parti di te stesso che risuonano con la storia, e se la storia ha una presa diretta con la realtà, con il mondo come si svolge sotto i nostri occhi, allora ecco che la relazione tra quello che accade e le scelte individuali diventa di colpo evidente. Per quanto riguarda un tema come questo, poi, ancora di più.
E.A.: Come vi siete trovati a maneggiare un argomento delicato come quello dei rifiuti?
W.M.: E’ un argomento ricco. Da subito apre la prospettiva su scenari trans-individuali, su prospettive planetarie e storiche. Ci siamo trovati a nostro agio, nella monnezza, come grassi topi. Tengo a chiarire, però, che non si è trattato di un tentativo di exploitation della cronaca: il racconto è stato pensato, impostato e incominciato un anno fa.
E.A.: Nella vostra ultima newsletter avete espresso un pensiero che condivido pienamente: “”La soluzione finale sarebbe, semplicemente, produrre meno rifiuti. Produrre meno stronzate usa-e-getta. Produrre meno, usare di più. Lo abbiamo già scritto: non c’è un modo “giusto” di produrre oggetti inutili. Il problema siamo noi, non i rifiuti. Il problema siamo noi, non la camorra. O meglio: la camorra siamo noi. I discorsi sulle ecomafie sono veri e necessari, ma possono trasformarsi in diversivo. Tutti noi siamo “ecomafiosi”, chi più chi meno. E’ il nostro stile di vita a essere “ecomafioso”, è il consumo fine a se stesso ad essere ecomafiogeno. Non c’è camorra che possa smaltire o sversare illegalmente rifiuti che non vengono prodotti, ma noi li produciamo, li produciamo eccome, e sempre di più”. Ma a parità di rifiuti prodotti – perché la Campania non è la regione che produce più rifiuti in Italia – ci sono realtà in grado di smaltire correttamente - o perlomeno senza arrivare agli estremi campani - la propria monnezza. Quindi, oltre alla questione di “sistema”, non credete che ci sia anche dell’altro dietro a questo problema?
W.M.: Certo, c’è anche molto altro. Un enorme problema culturale, politico, economico. Ma, in primis, va detta una cosa: la Campania è stata, è, il tappeto sotto il quale nascondere buona parte della merda dell’intero Paese. Per decenni i rifiuti speciali, tossici, del sistema produttivo italiano sono stati smaltiti, sversati, in quella regione. I fanghi velenosi dell’Acna di Cengio, triste e venefica emergenza anni ‘80, ad esempio, sono sepolti qualche decina di metri sotto i piedi degli abitanti di Pianura. E questo è solo un caso tra tanti. Che tra l’altro poi spiega perchè tanta ritrosia e difficoltà a mettere mano alle discariche esistenti, quelle legali intendo, per bonificarle. Non c’è più niente da fare ormai. Lì sotto ci sono i mostri, andare a toccare quei siti può solo peggiorare le cose e sprigionare ancora più veleni di quelli che stanno ammorbando terre e popolazioni. Poi, ci sono le responsabilità: quelle criminali e della classe dirigente locale, criminale anch’essa, ma anche del tessuto sociale nel suo insieme, pur con gli opportuni distinguo. In questa storia, terribile ed esemplare, purtroppo non ci sono innocenti. Questo è il prezzo che si paga quando, con un lavoro accurato di decenni, si rendono i cittadini sudditi, clienti.
E.A.: In un’intervista al Corriere della Sera avete dichiarato: “Cittadini, pedinate i camion della nettezza urbana, controllate se il pattume viene davvero raccolto come vi dicono…”. Pensate veramente che la questione ambientale – direttamente o indirettamente - possa diventare l’elemento scatenante di una mobilitazione collettiva nel futuro prossimo?
W.M.: E’ già così, basta pensare alla TAV, a Scanzano. Sulla loro efficacia, nel futuro prossimo, non saprei dire. Se non cambia il paradigma, la cultura, credo che i problemi potranno essere solo dilazionati. Ma torneranno sempre a presentare il conto. E’ il nostro stile di vita, il veleno.
E.A.: Pensate di occuparvi ancora, in futuro, di temi ambientali?
W.M.: Ne sono certo. Le emergenze, i disastri, sono appena cominciati. C’è l’acqua. Le città sono sempre più mefitiche e cancerogene. Un’industria del cibo sempre più spaventosa. Siamo solo all’inizio, ripeto. Non siamo soliti voltarci dall’altra parte. Ce ne occuperemo alla nostra maniera, da narratori. Senza illusioni o speranze eccessive.
E.A.: Ho letto che Thom Yorke dei Radiohead vuole girare un film su Q. Se qualcuno vi chiedesse di girare un film su “Previsioni del tempo” accettereste? In fondo mi sembra che nessuno finora abbia cavalcato a livello cinematografico l’onda lunga del dramma dei rifiuti in Campania. Non sarebbe poi una cattiva idea…
W.M.: Beh, innanzitutto dovrebbe girarlo qualcun altro, a ognuno il suo mestiere. Non so se ci sia qualcuno davvero interessato a girare film che raccontano storie dove i buoni non esistono, senza finali edificanti ed eroi che pacificano e rassicurano le nostre coscienze. Se c’è si faccia avanti.
In ogni caso si parla molto bene di un documentario girato da giovani cineasti sulla questione. Si chiama “Biùtiful Cauntri”, non ho ancora avuto l’occasione di vederlo, ma dicono sia molto potente. E’ un documentario, ma ho la sensazione che lo si potrebbe a buon diritto catalogarlo sotto il genere horror.
Tags: intervista, Previsioni del tempo, Rifiuti, Wu Ming





Febbraio 21st, 2008 at 9:07 pm
Perché nessuno parla del Cip6?Lo sapete che pagando la corrente elettrica finanziate aziende petrolifere oltre che aziende che creano energia rinnovabile?
Noi tutti finanziamo gli inceneritori che chiamano termovalorizzatori.
Dobbiamo decidere se morire di colera o di leucemia….una morte veloce contro una morte lenta.
Febbraio 22nd, 2008 at 12:34 pm
ciao, noi ne abbiamo parlato di Cip6
guarda qui
http://blog.verdenero.it/2008/02/01/cip6-ogni-scusa-e-buona/
e ne sto per parlare di nuovo oggi
in giornata pubblicherò un aggiornamento
purtroppo negativo…
Marzo 2nd, 2008 at 7:40 pm
[...] Verrebbe da dire: VerdeNero diventa grande. A piccoli passi la nostra collana si sta guadagnando l’attenzione dei lettori, proprio quei lettori che fanno le tanto amate-odiate classifiche di vendite. E proprio di vendite vi parlo oggi, perché “Previsioni del Tempo” dei Wu Ming, uscito in libreria da poco più di una settimana, è finito nella classifica dei venti libri più venduti sulle pagine del Corriere della Sera di oggi. Un bel 19° posto. E non solo, il racconto del collettivo bolognese è comparso anche nella classifica dei 100 libri più venuti all’interno delle Feltrinelli. 93° posto per l’esattezza. Per noi di VerdeNero è una gioia, e non vi nascondo la soddisfazione che mi provoca vedere i nostri testi farsi spazio tra i colossi Mondadori, Feltrinelli e Einaudi. Merito degli autori sicuramente, merito vostro che li comprate, ma concedeteci un pizzico di gloria, merito anche del nostro progetto e del duro lavoro che ne è conseguito. Oggi ce la godiamo, domani chissà… Leggi anche Previsioni del Tempo, intervista ai Wu Ming. [...]
Marzo 18th, 2008 at 4:51 pm
[...] è stato per i Wu Ming e per Licia Troisi, ho contattato Loriano Macchiavelli per parlare di Sequenze di memoria, un [...]
Marzo 26th, 2008 at 2:28 pm
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