Ecomostri che generano ecomostri
Un argomento che non tocco da un po’ di tempo: la speculazione edilizia. Parliamo dell’ecomostro di Alimuri, uno scheletro di albergo che si trova dal 1967 sulla costa campana tra Vico e Meta, e che in base a un patto siglato nel luglio scorso dal ministro dei beni culturali Francesco Rutelli, la Regione Campania, il comune di Vico Equense e la società Sa. An. - che ha rilevato il rudere circa 10 anni fa - doveva essere abbattuto entro il 31 ottobre 2007. Ma l’edificio, situato su un costone pericolante e ormai covo di tossicodipendenti, purtroppo è ancora lì. Vi state chiedendo perché? Venite che vi spiego meglio.
Il patto siglato a luglio prevedeva sì l’abbattimento dell’ecomostro, ma anche troppi vantaggi per il privato coinvolto nella vicenda, ovvero la società Sa. An., di proprietà della famiglia Normale, di cui fa parte anche l’imprenditrice Anna, moglie dell’assessore regionale alle attività produttive Andrea Cozzolino. Talmente tanti vantaggi che ne è nata un’interpellanza parlamentare firmata dal presidente della Commissione Ambiente Tommaso Sodano e da 33 senatori. Sentite qua. La società Sa. An., in cambio dell’impegno a non opporsi in sede giudiziaria all’abbattimento dell’ecomostro, avrebbe ottenuto la possibilità di edificare un albergo delle stesse dimensioni (18 mila metri cubi) nel comune di Vico Equense, in una zona protetta dall’Unesco, e di costruire un complesso balneare dove ora sorge l’ecomostro. Tutto questo con il foraggiamento dei contributi statali, che sarebbero anche andati a coprire la metà delle spese di abbattimento. Vi invito a guardare il video di Pupia Tv per comprendere meglio la vicenda.
Tags: abbattimento, ecomostro Alimuri





Marzo 9th, 2008 at 11:19 am
[...] tossicodipendenti e coppiette. Una struttura che doveva essere abbattuta entro il 31 ottobre 2007, grazie a un accordo siglato nel luglio scorso dal ministro Rutelli, la Regione Campania, il comune di Vico Equense e la [...]