Lo sguardo rubato, arriva anche Scarlini
Giovedì, Gennaio 24th, 2008
Terza e ultima anticipazione - per ora - sulle nuove uscite di VerdeNero per il 2008. Dopo aver annunciato l’imminente arrivo di Previsioni del tempo di Wu Ming e de I dannati di Malva di Licia Troisi, ecco anche Luca Scarlini con il suo Lo sguardo rubato. Ve ne avevo già parlato, ma stavolta vi racconto qualcosa in più su questo romanzo che avrà come tema l’archeomafia, ovvero il traffico clandestino di opere rubate, una pratica vecchia quanto il mondo. Ne Lo sguardo rubato, Scarlini ci racconta cinque storie di opere rubate alla collettività in un incrocio tra sfrenati capricci del destino e ineluttabili volontà politiche, dal celebre atto ai danni della gioconda nel 1911 allo sfregio ai danni dello straordinario patrimonio sumero a Baghdad all’inizio dell’occupazione americana. In appendice, oltre a “I fatti” di Antonio Pergolizzi, dell’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente, ci sarà anche un testo inedito di Gabriele d’Annunzio sul furto della Gioconda. E su Scarlini, così come per gli altri, avrò presto nuovi aggiornamenti. Quindi, neanche a dirlo, rimanete sintonizzati su queste frequenze.


L’ecomafia è il cattivo esempio per eccellenza. In Italia, paese in cui la pigrizia mentale fa più danni della grandine, abbiamo assolutamente bisogno di esempi virtuosi, anche se allo stesso tempo possiamo trarre spunto da quelli negativi per farci un’idea di dove non andare in nessun caso. Facendo un giro per la rete mi vengono in mente due casi eclatanti: il primo da seguire, il secondo assolutamente da non imitare. Nel primo caso parlo dell’iniziativa di Greenpeace,
Dopo alcune indecisioni ecco la
Si fa sempre un gran parlare del giro d’affari che sta dietro l’ecomafia e la gestione dei rifiuti, ma anche senza scomodare camorra&co. basti pensare quanto denaro gira intorno alla monnezza legale, un settore figlio dell’economia del petrolio e dei consumi. E quando parlo di economia del petrolio si può tirare in ballo tutto, dall’energia, alle case automobilistiche, all’industria della plastica, all’agricoltura, praticamente tutti i grandi interessi ruotano intorno a questo, ecomafie comprese. Ora mi chiedo: la realtà economica attuale sembra cristallizzata su paradigmi che agli occhi di tutti sono diventati insostenibili e sembra che ci sia una grande difficoltà nel concepire una via d’uscita. Ma il problema è che la via d’uscita esiste, basterebbe solo volerla vedere. 


