Archivi per Dicembre, 2007

Sensibilizzare evitando la deriva terroristica

Venerdì, Dicembre 28th, 2007

Radio Alt

“Lei pensa che la scrittura possa cambiare un malcostume come l’ecomafia?” chiede la giornalista. “No” risponde Giancarlo De Cataldo “la scrittura non può cambiare e non ha neanche il compito di cambiare. E quando si propone di farlo in genere diventa una cattiva scrittura. Però sensibilizzare, informare, stimolare, suggestionare, incuriosire e anche appassionare, questo sì, la scrittura può e deve farlo”. In poche righe Giancarlo De Cataldo riassume il principio su cui si basa la nostra collana. Sensibilizzare e incuriosire, soprattutto questi due verbi mi piacciono. Evitando a tutti costi “la deriva terroristica” - per dirla un po’ alla De Cataldo - un rischio sempre alto nella produzione noir, che va rifuggito a tutti costi mantenendo alto il livello della produzione e introducendo “un principio dialettico” che spezzi tale tendenza. Ascolta l’intervista a Giancarlo De Cataldo su Radio Alt.

Napoli, 14 anni di (eco)balle

Giovedì, Dicembre 27th, 2007

rifiutiSono solo (si fa per dire) 1400 tonnellate i rifiuti rimasti in strada a Napoli, dopo la situazione drammatica dei giorni scorsi. L’Asia, Azienda Servizi Igiene Ambientale di Napoli, lavora a pieno ritmo, ma la situazione è peggiorata soprattutto in provincia, dove l’immondizia accumulata in strada è pari a 35 mila tonnellate. Il problema, l’avevo scritto qualche giorno fa, è la destinazione di ben 14 anni di ecoballe mai smaltite. Le ecoballe sono i cosiddetti Cdr (combustibili da rifiuto), che in Campania a causa del fatto che la raccolta differenziata non viene praticamente fatta, sono di qualità così scadente da annullare ogni ritorno economico. Se volete farvi un’idea di quello che sto dicendo leggete questo interessante articolo di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella per Il Corriere della Sera.

Napoli brucia tra i rifiuti

Lunedì, Dicembre 24th, 2007

rifiuti NapoliL’avevo scritto qualche giorno fa: Napoli è letteralmente invasa dai rifiuti. E la situazione non accenna a migliorare, anzi si preparara a peggiorare irrimediabilmente nel corso delle festività natalizie, momento di picco massimo nella produzione di immondizia. Attualmente in strada ci sono circa 2300 tonnellate di spazzatura e la gente, esausta, ha ripreso con la deprecabile pratica di appicare roghi. La notte scorsa sono stati una settantina gli interventi dei Vigili del Fuoco soprattutto nella provincia di Napoli. E intanto, mentre la diossina si libera nell’aria, si sta studiando una soluzione per risolvere il problema, ovvero dove stoccare le ecoballe prodotte dagli ex-impianti di Cdr (combustibile da rifiuto), situazione aggravata alla mancanza di discariche dove smaltire gli scarti della lavorazione. Mi rendo conto che la situazione è complessa, ed è difficile esprimere un giudizio, soprattutto per il giro di affari (dicesi Ecomafia) che ruota intorno allo smaltimento dei rifiuti. Ma qualcuno ha mai pensato di rimboccarsi le maniche e differenziare i rifiuti, invece di continuare a trovare soluzioni effimere a problemi che ruotano intorno al grande business della monnezza incenerita? Visto che l’emergenza dura ormai dall’inizio degli anni ‘90, mi chiedo veramente se il problema lo vogliono risolvere oppure no. Foto Ansa.

Libera, a Napoli contro le mafie

Venerdì, Dicembre 21st, 2007

LiberaNon sarò certo io a descrivere la grandezza del progetto Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie, sono i fatti stessi a parlare. Terre confiscate alle mafie che diventano luogo di produzione di prodotti sani, perché biologici, e giusti perché sotratti al controllo della criminalità organizzata. Un progetto, quello di Don Luigi Ciotti, che nel tempo va crescendo e che manda segnali importanti a quella parte di società che non intende piegarsi alle regole della legalità. L’ultimo di questi è l’apertura de “La Bottega dei sapori e dei saperi della legalità” proprio nel centro di Napoli, dove saranno venduti, appunto, prodotti coltivati sui terreni confiscati alle mafie. E’ stata inaugurata ieri, e ci auguriamo che molte altre ne apriranno ancora. Per un approfondimento leggi Ansa.

La disinvoltura dell’ecomafia

Giovedì, Dicembre 20th, 2007

rifiutiA volte le condanne sono un monito per la criminalità organizzata, ma sono allo stesso tempo anche un inquietante esempio dell’assoluta spregiudicatezza e del disinteresse per l’ambiente con la quale questi loschi figuri agiscono. E’ il caso di tre pseudo imprenditori che avevano organizzato, a partire dal 2001, un traffico di rifiuti tossici nella Murgia, in Puglia, con l’implicita collaborazione di proprietari di terreni, produttori e trasportatori di rifiuti. Rifiuti che venivano smaltiti e bruciati su terreni destinati alla coltivazione di foraggi per animali, ma anche di cereali e prodotti ortofrutticoli, nella zona di Santeramo in Colle, Valenzano, Corato e Modugno, in provincia di Bari. La tattica era questa: i faccendieri contattavano piccole società e agricoltori in difficoltà economica, che in cambio di denaro accettavano di smaltire queste schifezze sui loro terreni. Un vero attentato alla salute delle persone e dell’ambiente perché i rifiuti speciali smaltiti contenevano elevate concentrazioni di metalli pesanti, tutti altamente inquinanti e bioassimilabili, come cromo, cadmio, nichel e piombo. Gli “imprenditori”, grazie all’operazione “Murgia violata”, sono stati condannati a scontare pene che oscillano da uno a tre anni oltre che a pagare 93 milioni di euro al ministero dell’Ambiente e 90 milioni di euro a ciascuna delle due associazioni ambientaliste (Wwf e Vas) che all’epoca si costituirono parte civile nel processo. Altro da aggiungere? L’incapacità di abituarmi ad accettare la disinvoltura con cui tali gesti vengono compiuti. Leggi la notizia su Punto Sostenibile. Foto Flickr.