Sensibilizzare evitando la deriva terroristica
Venerdì, Dicembre 28th, 2007“Lei pensa che la scrittura possa cambiare un malcostume come l’ecomafia?” chiede la giornalista. “No” risponde Giancarlo De Cataldo “la scrittura non può cambiare e non ha neanche il compito di cambiare. E quando si propone di farlo in genere diventa una cattiva scrittura. Però sensibilizzare, informare, stimolare, suggestionare, incuriosire e anche appassionare, questo sì, la scrittura può e deve farlo”. In poche righe Giancarlo De Cataldo riassume il principio su cui si basa la nostra collana. Sensibilizzare e incuriosire, soprattutto questi due verbi mi piacciono. Evitando a tutti costi “la deriva terroristica” - per dirla un po’ alla De Cataldo - un rischio sempre alto nella produzione noir, che va rifuggito a tutti costi mantenendo alto il livello della produzione e introducendo “un principio dialettico” che spezzi tale tendenza. Ascolta l’intervista a Giancarlo De Cataldo su Radio Alt.


Sono solo (si fa per dire) 1400 tonnellate i rifiuti rimasti in strada a Napoli, dopo la situazione drammatica dei giorni scorsi. L’Asia, Azienda Servizi Igiene Ambientale di Napoli, lavora a pieno ritmo, ma
L’avevo scritto qualche giorno fa:
Non sarò certo io a descrivere la grandezza del progetto
A volte le condanne sono un monito per la criminalità organizzata, ma sono allo stesso tempo anche un inquietante esempio dell’assoluta spregiudicatezza e del disinteresse per l’ambiente con la quale questi loschi figuri agiscono. E’ il caso di tre pseudo imprenditori che avevano organizzato, a partire dal 2001, un traffico di rifiuti tossici nella Murgia, in Puglia, con l’implicita collaborazione di proprietari di terreni, produttori e trasportatori di rifiuti. Rifiuti che venivano smaltiti e bruciati su terreni destinati alla coltivazione di foraggi per animali, ma anche di cereali e prodotti ortofrutticoli, nella zona di Santeramo in Colle, Valenzano, Corato e Modugno, in provincia di Bari. La tattica era questa: i faccendieri contattavano piccole società e agricoltori in difficoltà economica, che in cambio di denaro accettavano di smaltire queste schifezze sui loro terreni. Un vero attentato alla salute delle persone e dell’ambiente perché i rifiuti speciali smaltiti contenevano elevate concentrazioni di metalli pesanti, tutti altamente inquinanti e bioassimilabili, come cromo, cadmio, nichel e piombo. Gli “imprenditori”, grazie all’operazione “Murgia violata”, sono stati condannati a scontare pene che oscillano da uno a tre anni oltre che a pagare 93 milioni di euro al ministero dell’Ambiente e 90 milioni di euro a ciascuna delle due associazioni ambientaliste (Wwf e Vas) che all’epoca si costituirono parte civile nel processo. Altro da aggiungere? L’incapacità di abituarmi ad accettare la disinvoltura con cui tali gesti vengono compiuti. Leggi la notizia su 


