Villette che uccidono

villette schiera

Sono d’accordo con Simona Vinci quando su Punto Sostenibile scrive: “La felicità impossibile sta chiusa dentro villette che sembrano carceri di massima sicurezza e dove lo schermo di un televisore sempre acceso è l’unica luce”. E proprio questa sua considerazione mi fa tornare in mente una frase di Rovina, presa a sua volta da Nello specchio del passato di Ivan Illich - diciamo la sottolineatura di una sottolineatura: “Il moderno residente ha perso gran parte della sua capacità di abitare… Il residente vive in un mondo fabbricato. Non può tracciare il suo cammino sulla strada che percorre più di quanto possa fare un buco nel muro. Attraversa la vita senza lasciare tracce. I segni che lascia sono considerati deterioramento, usura”. Tutto questo nel quadro della villetta come rappresentazione materiale del logorio umano e allo stesso tempo figura simbolica della distruzione del paesaggio rappresentato dalla speculazione edilizia. Foto Flickr.


3 commenti a “Villette che uccidono”

ghiaccioblu Dice:

grazie emiliano. questa immagine è straziante, tanto più che in fondo, in un angolo, si intuisce l’azzurro del mare dietro una palma. un luogo di vacanza, dunque, che somiglia a una colonia penale. immagino che qualcuno ci avrà fatto un sacco di soldi, con questi cubicoli….

ghiaccioblu (simona vinci)

Emiliano Dice:

Ammetto che quando ho scritto il post avevo già in mente un’immagine del genere, ma trovarla è stato più difficile del previsto. Purtroppo case del genere fanno ormai parte integrante del nostro immaginario, un fatto ancor più triste della loro esistenza in sé, perché abituarsi al brutto rende ogni giorno un po’ più brutti anche noi. Ciao Simona!

Dinah Ruka Dice:

post interessante

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